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Su Corso Mazzini a Catanzaro Palazzo Dardano-Blandini, torna al suo splendore

Via l’impalcatura, nei prossimi giorni saranno completamente conclusi i lavori di restauro

E’ ritornato al suo antico splendore palazzo “Dardano-Blandini”, su Corso Mazzini, a Catanzaro, dopo un lavoro di restauro conservativo cominciato nel giugno 2019 e dopo che la facciata, per anni, presentava i segni del tempo e del degrado. E’stata infatti smontata l’impalcatura che lo ingabbiava e, nonostante le lavorazioni siano in fase di completamento, un altro pezzo di storia è stato restituito alla città.

Si tratta di uno tra i più importanti palazzi storici all’interno del tessuto urbano del centro storico del capoluogo, lungo una delle direttrici principali della città dove trovano sede le principali architetture religiose, pregevoli palazzi ed edifici monumentali, piazze ed antichi conventi, la maggior parte collegati alle tante chiese presenti su tutto il territorio. In effetti, il palazzo con decreto del 23 maggio 1989, fu dichiarato di interesse particolarmente importante ai sensi della legge 1° giugno 1939 n°1089 e fu sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge stessa. Il decreto ne sottolineava l’interesse storico in quanto “l’edificio appartenne alla famiglia Albertino che ebbe grande rilevanza nei fatti della città intorno alla metà del XVIII secolo….L’edificio ampiamente rimaneggiato rispetto al suo impianto originale fin quando le devastazione dei bombardamenti del 1943-45 ne impongono un ulteriore parziale restauro, dopo il quale rimangono pochi ma pregevoli della costruzione originale…”.

La particolare rilevanza storica ed architettonica del palazzo, unitamente ad una complessa storia amministrativa dello stesso, ha comportato – raccontano a Catanzaroinforma.it l’ingegnere Eugenio Canino e l’architetto Mariacristina Paonessa, dello studio tecnico Canino, che hanno redatto il progetto di restauro –  in primis  all’individuazione delle principali forme di degrado, attraverso un accurato rilievo ed una puntuale ed una precisa mappatura di ogni forma di deterioramento chimico fisico.

Quindi la conseguente scelta degli interventi più opportuni per consentirne la rimozione senza eliminare l’effetto del trascorrere del tempo sul manufatto restaurato: è stato considerato come obiettivo prioritario il mantenimento della configurazione fisica e formale del palazzo quale presupposto per la valorizzazione dei suoi aspetti funzionali e di rapporto con il contesto.

Le riprese fotografiche, effettuate anche con l’utilizzo di droni – proseguono – hanno accompagnato l’intera fase di analisi che ha preceduto la definizione degli interventi su tutti i prospetti dell’edificio facenti parte del complesso costituendo una documentazione indispensabile per l’esecuzione di indagini di dettaglio delle tipologie murarie e delle patologie di degrado”.

Il progetto di restauro è stato approvato dalla competente soprintendenza per i beni Architettonici della provincia di Catanzaro e i lavori, eseguiti dall’impresa Ro.Gu. s.r.l. di Catanzaro, sono stati portati avanti sotto l’alta sorveglianza e la preziosa presenza del responsabile di zona del MIBAC, architetto Francesco Vonella.