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“L’anno più bello”, dall’amore per il Catanzaro allo slancio di un’intera città

Sogni e speranze di un gruppo di amici nel nuovo romanzo di Pier Vincenzo Gigliotti. Dagli anni 80' un invito alla rinascita per le nuove generazioni

Un ragazzino di spalle che guarda il mare, un’immagine piena di slancio, di speranza, uno sguardo al futuro che prende vita da un presente preciso. Correvano i primi anni Ottanta e quel bambino ed i suoi amici erano pieni di sogni, di voglia di stare insieme, circondati da aspettative, amori e passioni condivise, come quella per i colori della squadra di calcio della propria città belli in vista sulla t-shirt. Quella che custodisce “L’anno più bello”, il nuovo racconto autobiografico di Pier Vincenzo Gigliotti, edito da “La rondine”, è una copertina indicativa che racchiude a pieno una storia che profuma di amicizia, che sa di passato, di passioni, di ricordi che accompagnano intere generazioni.

La scuola media Pascoli, ecco da dove parte tutto

La storia scritta per i giovani lettori dalla penna dell’avvocato Gigliotti, che coltiva la grande passione per l’US Catanzaro e che lo ha spinto tra i banchi delle scuole catanzaresi con progetti come “Il Catanzaro sale in cattedra” e “Aquile in classe”, parte dal micro cosmo di Vincenzo, il protagonista del racconto, e dei suoi compagni di classe per abbracciare un po’ tutte le sfumature di vita della gioventù di quegli anni.

In quella scuola abbiamo sperimentato i primi cambiamenti, abbiamo assaporato le prime conquiste, lì dentro abbiamo fantasticato, i muri di scuola sono stati i contenitori dei nostri sogni, ci sentivamo uniti e forti, capaci di cambiare il mondo

Il racconto è incentrato sui vissuti di alcuni amici e cresce tra le prime dinamiche adolescenziali di gruppo davanti alla scuola media Pascoli, nel cuore del capoluogo calabrese, tra emozioni e paure, tra sorrisi a cuore aperto e quelle gioie che solo la giovinezza sa dare perchè spingono con decisione verso nuovi orizzonti e sfide: “In quella scuola abbiamo sperimentato i primi cambiamenti e abbiamo assaporato le prime conquiste – ha raccontato lo scrittore – le uscite tra amici, le feste in allegria, gli innamoramenti e le conseguenti delusioni, lì dentro abbiamo fantasticato, i muri di scuola sono stati i contenitori dei nostri sogni, ci sentivamo uniti e forti, capaci di cambiare il mondo.”

L’anno più bello: tra tifo e voglia di andare oltre per vivere a pieno

E quali sono gli anni più belli se non quelli trascorsi tra i banchi di scuola? Quelli che si ricordano con nostalgia, ricordi ricoperti dal velo dell’allegria e della spensieratezza e da quello slancio che tutto può: “Sognavamo di cambiare il nostro piccolo mondo ed eravamo convinti di poterlo fare – ha proseguito – vivevamo la nostra città e ne amavamo i suoi posti, i suoi colori, la squadra di calcio, quella squadra che ci ha regalato l’anno più bello.”

E’ stata la vittoria del Catanzaro sul Napoli del 23 dicembre dell’81’che ci ha fatto entrare di diritto tra le quattro finaliste di Coppa Italia, ci ha investito di grande entusiasmo ed orgoglio

A cavallo tra l’81’ e l’82’ sono stati due gli avvenimenti che hanno sconvolto, in positivo sia chiaro, non solo la vita di Vincenzo e dei suoi compagni ma quella dell’intera città di Catanzaro: “E’ stata la vittoria del Catanzaro sul Napoli del 23 dicembre dell’81’che ci ha fatto entrare di diritto tra le quattro finaliste di Coppa Italia, il risultato ci ha investito di grande entusiasmo ed orgoglio. La nostra squadra, la squadra della nostra città aveva raggiunto un obiettivo importante e da lì ne sarebbero arrivati altri – ha proseguito – a marzo 82’ la semifinale di andata contro l’Inter a Milano, ad aprile il ritorno qui a Catanzaro.”

Dal passato al presente l’invito ai giovani: “niente paura, credete nei sogni”

Sulla città soffiava un vento buono che caricava di energie e faceva sognare quei ragazzini che diventati grandi non hanno mai smesso di amare la propria di terra, di affondare le radici su un terreno fatto di identità, tradizioni e storia, non è stato solo l’amore per il club calcistico ad aver animato le loro vite, ma da questo punto fermo ci si è spinti verso altri orizzonti: “Amo la mia città e attraverso questo libro ho voluto sottolineare quello che siamo stati – ha precisato – tra le pagine c’è la voglia di far conoscere ai ragazzi la nostra storia per invitarli a trovare la forza di continuare ad amare e a sognare insieme, proprio come abbiamo fatto noi.”

La mia generazione ha avuto paura, ma ha trovato la determinazione di superare le difficoltà grazie alla forza dei sogni e della passione, abbiamo bisogno dell’entusiasmo dei nostri giovani per superare questo difficile momento, per far rinascere la nostra terra, per dare una scossa all’immobilismo che non può averla vinta

E durante una pandemia in cui si è sempre più soli e spesso scoraggiati, l’io narrante del protagonista non può che spingere e motivare i giovani ragazzi a credere nella bellezza dei propri sogni e nella forza delle loro energie, a farli riflettere sull’importanza della condivisione e della speranza come elementi fondamentali per non mollare. E’ il passato a parlare in un presente difficile: “La mia generazione ha avuto paura, ma ha trovato la determinazione di superare le difficoltà grazie alla forza dei sogni e della passione – ha concluso – abbiamo bisogno dell’entusiasmo dei nostri giovani per superare questo difficile momento, per far rinascere la nostra terra, per dare una scossa all’immobilismo che non può averla vinta.” E se con questo racconto Pier Vincenzo Gigliotti riuscirà a farlo, si potrà dire che i vissuti di quei ragazzi degli anni Ottanta continuano a vivere e colorare la storia della città di Catanzaro. Da quella scuola l’autore e i suoi compagni sono usciti pieni di sogni e speranze e, nei tanti intrecci della vita, quel vento buono soffia ancora sulla città grazie al racconto dell’autore.