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A febbraio la consegna dell’ex istituto Stella al Conservatorio Tchaikovsky

Lo ha detto Sergio Abramo, presidente della Provincia proprietaria dell’ala oggetto di ristrutturazione, all’inaugurazione dell’Ente Fiera

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Lo ha accennato il sindaco Sergio Abramo durante la cerimonia di inaugurazione dell’Ente Fiera nell’area Magna Grecia: tra qualche settimana, presumibilmente entro la prima metà di febbraio, sarà consegnata all’Istituto superiore di studi musicali Tchiakovskij la nuova sede nel capoluogo di Regione, dopo i lavori di ristrutturazione e sistemazione dell’ala di proprietà provinciale dell’ex Istituto Stella. Si chiuderà così, nel modo migliore, un’altra tappa di avvicinamento al Polo delle Arti che, dotando Catanzaro del Conservatorio, dà compiutezza al progetto che chiama alla collaborazione le altre istituzioni formative di eccellenza quali l’Accademia di belle arti e l’Università.

L’assenza del Conservatorio in città, unico caso di mancanza di un Istituto di alta formazione musicale in un capoluogo di regione, è un vulnus che ha interessato da decenni l’amministrazione cittadina, e che aveva trovato parziale risoluzione a partire dal 2007, quando furono attivati, su iniziativa dell’amministrazione Olivo, i corsi di formazione musicale di base (cosiddetti pre-accademici) da parte del Conservatorio Torrefranca di Vibo Valentia, uno dei quattro Istituti Afam (Alta formazione artistica musicale) presenti in Calabria, insieme al Cilea di Reggio, al Giacomantonio di Cosenza e al Tchaikovsky di Nocera Terinese.

Al Torrefranca furono assegnati gli spazi dell’Istituto Rossi nel rione del Carmine, una struttura forse piccola ma di prestigio che svolse degnamente la sua attività formativa fino al 2017 quando, per una diminuzione del numero degli iscritti – passati da 300 nel periodo migliore fino a 100 – e per la concomitante riduzione dei fondi a disposizione del Comune da assegnare come contributo al Conservatorio, l’esperienza ebbe termine. Con sconcerto generale, naturalmente. Fino a ottobre 2018 quando tra il sindaco Sergio Abramo, e l’allora direttore dell’Istituto Tchaikovsky di Nocera Terinese, Filippo Arlia, fu siglata la convenzione per il ritorno del Conservatorio a Catanzaro, con l’avvio per l’anno accademico 2018-2019 dei corsi pre-accademici di pianoforte, canto, violino, chitarra, clarinetto, flauto, arpa, canto pop e jazz.

Altra tappa fondamentale fu l’approvazione, l’11 giugno 2019, da parte del Consiglio provinciale della concessione in comodato d’uso gratuito del bene di proprietà dell’Amministrazione in via Guglielmo Pepe, nell’ex edificio scolastico Stella, al Tchaikovsky “al fine di realizzare al suo interno, una volta ultimati i lavori di ristrutturazione edile a cura e a spese dell’Istituto, idonei spazi per l’esposizione di strumenti musicali di particolare pregio e al tempo stesso collocarvi le proprie attività volte alla ricerca artistica basata sulla formazione culturale, sociale e professionale con svolgimento di corsi di formazione musicale di base, programmazione e realizzazione di servizi didattici sempre attinenti alla cultura musicale”.
La sede individuata, nel centro più storico della città, ha un lungo vissuto, di alto interesse documentale dal punto di vista architettonico, assistenziale, religioso e formativo, che parte dal diciassettesimo secolo e si dipana in diversi capitoli fino al sostanziale degrado del complesso, oggetto anche di un contenzioso tra le proprietà pubbliche del Comune e della Provincia e di una parte privata, la Fondazione Stella. La vicenda è complicata e ci riserviamo di trattarla in seguito. Qui, conviene limitarsi alla parte del complesso di cui è proprietaria l’Amministrazione provinciale.

Il 13 ottobre 2013 l’allora commissario straordinario della Provincia, Wanda Ferro, consegnò i lavori di ristrutturazione dell’antico fabbricato “ex-Stella” all’impresa aggiudicataria, l’ATI Mirabelli e Scimia Arte e Costruzioni, per un costo complessivo di oltre 3 milioni di euro finanziati con un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti. Il termine dei lavori era inizialmente previsto per fine estate 2014, ma si sa come le date di consegna tendano a dilatarsi. Il progetto inziale prevedeva, si legge nei resoconti dell’epoca, “il totale recupero dell’edificio, a destinazione museale, con la collocazione di servizi di grande interesse quali una biblioteca e una mediateca musicale, un centro di documentazione e ricerca collegato con le fondazioni, le associazioni nonché con i conservatori e gli istituti nazionali, una grande sala studio nell’ex-cappella; ampie sale per le audizioni e gli incontri musicali, spazi per la formazione professionale e laboratori. A questi servizi bisogna aggiungere le aree espositive che occupano un’ala dell’edificio su due piani dove potranno essere esposti strumenti musicali della tradizione calabrese e dei paesi del Mediterraneo”.

Dal 2013 a oggi, la destinazione è cambiata, anche se non di molto. Anche rispetto alla firma della convenzione del 2018, mentre Sergio Abramo è sempre presidente dell’ente intermedio, alla direzione del Tchaikovsky a Filippo Arlia è subentrato il professor Pierfrancesco Pullia.
 Fa anche rima, un buon segno per il buon sviluppo armonico della nuova avventura di musica accademica sui Tre Colli.

 

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