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La storia: il gabinetto di storia naturale del Liceo P. Galluppi

Origini della scuola e dei laboratori che hanno rappresentato cultura e storia di Catanzaro

La città di Catanzaro anche in passato ha dato forte prevalenza alla cultura e allo studio, le cui tracce ancor oggi possono essere manifestate. Proprio in virtù di ciò si vorrà parlare di una importante realtà, che un tempo venne data dal “Liceo Pasquale Galluppi” della città. Brevemente si vorrà ricordare che la scuola venne fondata nel lontano 1563, nascendo come “Collegio dei Padri Gesuiti”, in seguito, nel 1812, divenne “Liceo” ad opera di Gioacchino Murat che vi incluse anche l’istituzione universitaria. Fu nell’ottobre del 1849 che, con Decreto Reale, la direzione e l’insegnamento del “Real Liceo”, vennero affidati agli Scolopi. Illustri calabresi insegnarono nelle scuole universitarie del Liceo ed ugualmente insigni professori provenienti dal sud Italia. Successivamente, con D.L. del 10/02/1861 n°69,  il “Liceo/Convitto” venne trasformato in “Liceo Ginnasio” e “Convitto Nazionale” intitolato a Pasquale Galluppi, illustre filosofo calabrese. Come è noto l’attuale “Convitto Galluppi” ospita la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, con sede su “Corso Mazzini”, mentre il “Liceo/Ginnasio” venne trasferito negli anni 1974/75, ove attualmente risiede, in “Via Alcide De Gasperi”.

Dopo questo breve quadro sulla storia del Liceo si vorrà dunque parlare, come prima accennato, di una significativa realtà che nel lontano 1860 sorse nella scuola, ovvero un “Gabinetto di Storia Naturale” di ragguardevole interesse, con una importante collezione geologica. A darne spunto di trattazione il considerevole testo “Il Gabinetto di Storia Naturale del Liceo “P. Galluppi” di Catanzaro e la Geologia della Calabria nell’800” a cura dei geologi Fabio Procopio e Stefano Marabini, importante “sintesi” del convegno svoltosi nel 1997 nel capoluogo, con il primario interesse di porre in luce l’importanza degli studi scientifici realizzati nella scuola e di ciò che ne derivò. Ci si vorrà pertanto concentrare sulla parte che molto interessò Catanzaro con il laboratorio del “Gabinetto di Storia Naturale” del Liceo, pur ritenendo la “parte di studio” dedicata alla Geologia della Calabria di stimabile e profondo interesse (comprendente anche significative foto di minerali, zoologia e botanica).

ORIGINI DEL LABORATORIO

Nell’iter scolastico del passato si dava molto valore allo studio delle scienze naturali. Per la particolare attenzione a tale disciplina, tutti i Regi Licei vennero attrezzati con laboratori per lo studio delle materie scientifiche (1867) e, proprio in queste aule, lo studente, in maniera pratica poteva approfondire particolari studi come ad esempio le origini di una roccia, elementi chimici e mineralogici, includendo anche ricerche specifiche sul mondo animale e vegetale. Dai molteplici documenti in possesso del Liceo Classico Galluppi, si riuscì a determinare che l’inizio delle attività del suo “Gabinetto di Storia Naturale” risalivano addirittura al 1860, anno in cui il professore di Storia Naturale, Carlo Tarantino, ebbe l’idea di costituire una prima sezione di collezioni naturalistiche. Essendo anche socio dell’Accademia di Scienze e Lettere di Catanzaro, egli svolse un eccellente e valido lavoro, un vero cultore di studi di geologia e geografia. Quando nel 1875 Tarantino andò in pensione, prese il suo posto il professor Pasquale Serravalle, docente di fisica e storia naturale, che concluse l’anno 1875/76. Con il nuovo corso scolastico 1876/77, la cattedra venne acquisita dal professor Domenico Lovisato. Fu proprio con Lovisato, esimio studioso di mineralogia e paleontologia, che il Gabinetto di Storia Naturale s’incrementò di numerosi elementi, con le svariate escursioni da lui effettuate. L’iter degli studi di Lovisato ebbe in Calabria un considerevole successo, tant’è che gli vennero affidati incarichi di notevole rilievo. Successivamente nel 1879 si trasferì a Sassari, per occupare la cattedra di Mineralogia della Regia Università della città e, probabilmente, furono proprio gli importanti studi da lui svolti in Calabria a determinare ciò, anche se egli non si allontanò definitivamente dalla regione e dal Liceo Galluppi, ritornando varie volte per completare le ricerche avviate ed arricchire ulteriormente lo stesso Gabinetto di altri esemplari. Al professor Lovisato successero altri docenti, in primis Ettore De Toni (laureato in Scienze Chimiche e Naturali nell’Università di Padova) che vi rimase sino alla metà dell’anno scolastico 1880/81, come suo supplente il professore di Fisica, Augusto Grollo e, negli anni 1882/84, Andrea Fiori, che contribuì ad incrementare notevolmente la collezione del laboratorio.

ANTONIO NEVIANI AL GALLUPPI

Fu nel 1884 che la figura di Antonio Neviani giunge a Catanzaro, assegnato d’ufficio dal Ministero al Galluppi con il grado di “Reggente nella categoria unica”, vi rimase sino al 1889. Egli, laureatosi in Scienze Naturali all’Università di Bologna con illustri docenti, cominciò fin da subito ad interessarsi del corposo patrimonio naturalistico del Liceo, incrementando quella cultura scientifica che oramai costituiva una parte preponderante della scuola. In questo suo particolare impegno ebbe il determinante sostegno del suo maestro, Giovanni Capellini, Professore di geologia e Rettore nell’Università di Bologna, uno dei più eccellenti scienziati italiani al quale rimane tuttora intitolato un grande Museo di Geologia. Neviani volle dare nuova “luce” al Gabinetto di Scienze Naturali, trasferendo tutte le collezioni da due angusti e bui locali, in due sale, ampie e luminose. Ciò accadeva nel 1886, c’è da dire che la fervente attività scientifica del giovane docente venne premiata dal Ministero, tant’è che per alcuni anni venne destinato al laboratorio un assegno “straordinario”.

PRIMO CONGRESSO DI GEOLOGIA A CATANZARO (1889)

La costante opera del Neviani permise, non solo di ampliare i suoi progetti di studio, ma culminarono con l’organizzazione del “Primo Congresso di Geologia nell’Italia Meridionale”, che si tenne nel settembre del 1889 nella sala Consiliare del Comune di Catanzaro (il Congresso venne realizzato in occasione dell’ottava Adunanza Generale della Società Geologica Italiana). Ciò rappresentò un passo determinante poiché furono eluse città di maggiore rilievo come Napoli, Palermo, Catania e Cagliari. Il Neviani costituì un importante “fulcro” per la realizzazione del convegno, sebbene lui fosse un giovane ricercatore. I suoi studi, infatti, ebbero una costante e fervente attività, tant’è che per lui era usuale organizzare con i propri studenti delle escursioni “didattiche – scientifiche” a piedi, raccogliendo campioni di fossili, minerali e rocce in diversi paesi del comprensorio di Catanzaro come ad esempio Marcellinara, Tiriolo, Serra S. Bruno ed altri ancora. Si aggiungono alla sua attività ben 23 pubblicazioni di studi scientifici sul territorio calabrese, una guida geologica del catanzarese ed altrettanti studi sulla geologia, dedicati sempre a zone del catanzarese (pubblicati sul Bollettino della Società Geologica italiana dagli anni 1887 – 1889). Gli studi del Neviani furono ulteriormente arricchiti con il censimento di numerosi cetacei fossili rinvenuti in Calabria e non mancò la sua partecipazione al ritrovamento di altri fossili di mammiferi marini. Diverse le sue pubblicazioni e le testimonianze che determinarono quanto egli amasse il coinvolgimento di studenti e professionisti, non avendo mai pensieri “individualistici”. La sua permanenza a Catanzaro durò sino al 1890, poi si trasferì a Firenze per insegnare al Liceo Dante, successivamente nel 1892 si trasferì a Roma per insegnare al Liceo Visconti e qui rimase sino alla sua pensione. La sua incessante attività gli permise di allestire un altro “Gabinetto di Storia Naturale”, che attualmente si accosta alla collezione scientifica facente parte del famoso “Museo Kircheriano”. Certamente, la sua insigne figura non poté che determinare un considerevole valore alla ricerca scientifica che venne svolta a Catanzaro e nella stessa Calabria (pubblicò ben 368 studi).

IL CONVEGNO DEL 1997

A rimarcare l’encomiabile lavoro scientifico del nostro passato, un convegno svoltosi a Catanzaro nelle sale del Liceo “Galluppi” il 18 aprile del 1997 (iniziativa che coinvolse in primis la scuola, il Comune, con la partecipazione dell’Università della Calabria), di cui ne dà ampia visione il testo precedentemente citato, esponendo in maniera egregia un lavoro perseguito molti anni orsono da singolari uomini di scienza e cultura. Dopo più di cento anni si rimarcò, dunque, la figura di Antonio Neviani, insigne ricercatore e docente, che riuscì mediante i suoi studi a far emergere la Calabria, costituendo una figura preminente per lo svolgimento del primo Congresso Geologico dell’Italia Meridionale (1889), che, come visto, ebbe luogo proprio a Catanzaro, rappresentando un vanto per la stessa regione. Il testo si avvale della profonda conoscenza di insigni docenti e illustri professionisti del campo, concentrando nelle sue pagine la valida esperienza scientifica che molto significò per il Liceo, che da tempo immemore era stato centro propulsore della cultura cittadina. Il “Gabinetto di storia Naturale”, nel momento in cui la scuola cambiò sede negli anni settanta, venne naturalmente spostato. Certamente, l’alto patrimonio culturale e scientifico, che forse non tutti conoscono, non può che rappresentare un “pregio” per la città, come sono da ritenersi di considerevole apporto le valide conoscenze scientifiche di tutti coloro che vi lavorarono dando il personale e prezioso contributo. La strada della “continuità”, dunque, non potrà che assumere un alto valore, in nome di quella “conoscenza” che potrà essere trasmessa soprattutto alle nuove generazioni. (foto di Giovanni Critelli)