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Cenere, la canzone che non parla d’amore ma racconta le tante solitudini moderne

Da oggi il nuovo singolo di Killcat. Videoclip girato interamente a Catanzaro

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Mentre l’Italia scopre di essere nuovamente interessata alle sonorità R&B, l’artista di Catanzaro e la Label guidata da Macro Marco continuano con i dovuti updates a percorrere una strada che li aveva già visti avvicinarsi con successo a questo suono nell’ormai lontano 2015 con l’EP Parto da qui.

Generico febbraio 2021

La formula, ovviamente, non può che essere più in linea con i giorni nostri. Prova ne sono le scelte musicali, le parole, il modo in cui la voce disegna l’atmosfera che Cenere propone a chi vuole interpretare mentre ascolta/guarda. Senza scadere nei clichet di chi, troppo spesso, accosta queste sonorità a melodie smielate e frasi romantiche.

 

“Dove ho messo l’anima? No, non parlerò di te”. 
Cenere non è una canzone d’amore. È una canzone che unisce diverse forme di solitudine in un unico flusso, attraversata dai ricordi dei giorni in cui la musica e i viaggi non erano presenti. O, ancora, dai ricordi delle notti che sembrano durare un’eternità.

Qualche anno fa, Stefano Benni scriveva che “Ogni solitudine contiene tutte le solitudini vissute” e proprio questa frase è l’incipit del video che accompagna Cenere.

Il videoclip parte da una profonda riflessione sul periodo storico attuale. I protagonisti della trama sono il custode di un teatro vuoto e una ballerina che danza davanti a una platea deserta. La pellicola mette visivamente l’accento sulle condizioni di precarietà della cultura e del mondo dello spettacolo.

Gli interpreti del videoclip sono l’attore Alessio Praticò, presente nel cast del film Il Traditore di Marco Bellocchio (candidato all’Oscar come miglior film straniero) e Francesca Gentile, talentuosa ballerina impegnata nei corpi di ballo di vari spettacoli televisivi tra cui X Factor. Il videoclip è stato scritto e diretto da Luigi Pironaci, vincitore con il suo cortometraggio IDDHU del premio “Ambasciatore del Cinema Italiano” al Festival cinematografico di Kiev.

Il 2021 di Killacat e di Macro Beats, dunque, si apre con una sorpresa. La prima di un anno che si prospetta intenso e che – si spera – possa vedere tutti gli artisti tornare a calcare palcoscenici di teatri, locali, piazze, centri sociali e clubs.

 

 

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