Quantcast

Ancora senza casa un’opera del Ciacio donata al Comune. Morelli: «Pronto a riprenderla»

A otto mesi dalla donazione, il rammarico dell’allievo del maestro Rotundo: «Mancanza di attenzione e rispetto»

“Profilo dell’anima” è il titolo di un’opera realizzata dal maestro Saverio Rotundo, U Ciaciu, e risalente alla seconda metà degli anni ’70. Si tratta di un lastrone di ferro sagomato a fuoco, delle dimensioni di 2,10m x 1,40m, che ritrae la figura del figlio del maestro. Un’opera che la famiglia Rotundo, con grande affetto, aveva donato a Stefano Morelli,  allievo del Ciacio e curatore della “Galleria dell’arte di tutti i tempi dell’abbandono”, come forma di ringraziamento per il suo amore e per la sua dedizione nei confronti del maestro. 

In occasione delle celebrazioni in memoria del Ciacio, dal titolo “Saverio Rotundo. 80 anni di arte dell’abbandono. Ready Made”, che si sono tenute lo scorso mese di luglio con l’esposizione di alcune opere all’interno del Complesso monumentale del San Giovanni, Morelli, memore degli insegnati del Ciacio secondo il quale «le opere sono di chi le realizza e non di chi le possiede», ha deciso di donare alla città la preziosa opera “Profilo dell’anima”, dandola in consegna al Comune. 

L’Amministrazione, onorata della donazione, aveva annunciato che presto sarebbe stata «esposta in maniera permanente nel cuore della città – si legge nella nota stampa del Comune dello scorso mese di settembre -, rendendo il doveroso tributo ad un artista capace di rappresentare in maniera unica l’identità e le tradizioni del territorio».

«Mancanza di rispetto nei confronti del maestro»

Ad oggi però, nonostante i continui solleciti da parte di Morelli, nulla è stato fatto per dare una  dignitosa collocazione al “Profilo dell’Anima” all’interno della città. «Il mio sogno – ha spiegato Stefano Morelli a CatanzaroInforma – è che l’opera possa essere installata sul corso, cuore pulsante della città e teatro delle performance del maestro».

«Credo che dopo otto mesi– ha detto ancora Morelli – questo silenzio si debba interpretare come una mancanza di attenzione e di rispetto nei confronti del maestro. A causa dei diversi lockdown le attività culturali hanno subito un blocco e quindi si sarebbe potuto utilizzare questo tempo per pianificare l’installazione dell’opera e magari già posizionarla. Mi trovo costretto dunque a valutare l’idea di destinarla ad un’altra istituzione perché l’intento era di donarlo alla città, ai catanzaresi, e perseguirò questo fine». 

Generico febbraio 2021