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Giornata mondiale del teatro a sipari chiusi anche quest’anno. Un viaggio alla riscoperta di quelli catanzaresi

Ecco l’omaggio di Catanzaro Informa che, per l’occasione, ha riacceso per un giorno le luci delle sale storiche del centro. Dal Politeama al Comunale, passando per il Nuovo Supercinema, finendo con il Masciari, quel che è stato e ciò che sarà

Lo scorso anno, per la prima volta dalla sua istituzione nel 1962, la Giornata mondiale del teatro ha dovuto fare i conti con le sale chiuse, i palcoscenici vuoti. Oggi, a distanza di 12 mesi, la situazione è identica, anzi, è resa più drammatica da una quasi totale inattività di strutture e compagnie. Per questo 27 marzo allora, a sipari ancora chiusi, ci è sembrato opportuno dare la voce a loro, ai palcoscenici catanzaresi, alle file di poltrone, alle strutture storiche del teatro che conosciamo tutti e che testimoniano passati importanti, oltre a farsi carico della speranza, nell’attesa che tutto possa tornare come era un tempo.  

politeama

Il Teatro Politeama

La prima sosta del nostro viaggio fra le sale cittadine è in quella che è la struttura più giovane di Catanzaro, il Teatro Politeama. Ad aprirci le porte dell’unico palcoscenico pubblico – gestito da una Fondazione -, è stato il suo responsabile tecnico, Nicola Santopolo, tra i primissimi collaboratori alla realizzazione stessa del teatro, testimone dei lunghi lavori che dal progetto su carta di Paolo Portoghesi hanno portato alla sua inaugurazione nel 2002. Il Politeama raggiungerà infatti il prossimo anno il traguardo delle venti candeline, per quasi altrettante stagioni, poiché una saltò per cause economiche rientrate negli ultimi anni, e le ultime due sono state penalizzate proprio dalla pandemia globale che ancora non consente la riapertura dei teatri. Contestato da qualcuno per i suoi eccessi architettonici che poco, a suo dire, si conciliano con il contesto cittadino, il Politeama ha saputo restituire a Catanzaro gli echi di quella tradizione legata alla lirica, che in passato l’aveva vista tra le città ospiti protagoniste del belcanto, restituendo i “fasti” degli anni del Teatro Real Francesco, detto anche Sancarlino, demolito nel 1938. Impresa titanica per un giovanissimo teatro, inoltre, ad appena tre anni dalla sua apertura, il Politeama ha potuto vantare la produzione di una Madama Butterfly – il capolavoro di Puccini -, interamente realizzata nei suoi locali, dai costumi alle scene. Direttore generale all’epoca era Aldo Costa, ritornato ai vertici della Fondazione nel 2013, dopo una parentesi di sei anni in cui la direzione era stata affidata a Marcello Furriolo. Il Teatro Politeama dal 2017 è stato intitolato a Mario Foglietti, regista e giornalista catanzarese che è stato suo sovrintendente fino alla scomparsa, nel 2016. A lui è succeduto il giovane Gianvito Casadonte, attualmente sovrintendente in carica. 

Con il suo tema marino, la forma a conchiglia, le onde costituite dalle poltrone, il suo rosa a richiamare gli antichi damaschi catanzaresi, il Politeama ha visto passare sul suo palco grazie alle stagioni in cartellone, ma anche alle rassegne ospitate, opere, commedie, concerti, dalla classica al rock, dal rap alla etnomusic, ma anche grande danza, balletti, tragedie e pure un po’ di cinema, con le colonne sonore più famose e gli incontri con personalità del settore.

Il Teatro Comunale

Il secondo ospite di questo viaggio è il teatro comunale. Con proprietari privati, la famiglia Proto, il Cineteatro comunale ha rappresentato e continua a rappresentare uno dei palcoscenici più importanti della città: in un passato neanche troppo lontano ha saputo supplire alla mancanza di palcoscenici tali da ospitare compagnie importanti, riuscendo a portare avanti in qualche modo la lirica, da sempre molto amata a Catanzaro.  Negli ultimi anni, poi, il Comunale sta rivivendo una nuova giovinezza, grazie ad un gruppo di giovanissimi catanzaresi, riuniti nell’associazione “Incanto” che da un uso quasi esclusivo come sala cinematografica, hanno restituito il palco nelle sue dimensioni originali, riuscendo a coniugare spettacoli e proiezioni, trasformandolo in un vero e proprio contenitore per più realtà cittadine, ospitando tanto teatro, cinema, incontri con artisti. È stato proprio il presidente dell’associazione, Francesco Passafaro – anche autore, attore e regista di molti degli spettacoli allestiti negli ultimi anni – ad accoglierci in questo viaggio nei locali del Teatro. Così come è stato lui a mostrarci le prossime novità che il Comunale sta riservando ai suoi frequentatori: non appena sarà consentita l’apertura al pubblico, i macchinari e tutto il materiale storico rinvenuto nei locali della struttura saranno esposti in una sorta di spazio museale apposito. Vecchie pizze, proiettori, faretti che hanno segnato epoche vedranno una nuova luce e continueranno a testimoniare lo stretto legame tra la città e la cultura.

teatro comunale
 

Il Nuovo Supercinema

Un altro cineteatro che però è stato soprattutto utilizzato come cinema perché ha un palcoscenico più piccolo, è il Supercinema. Anche questa struttura ha alle spalle con una ricca storia per lo più cinematografica, ma negli anni non ha disdegnato opere teatrali. Lo sanno bene le giovani leve che con tanto amore ne stanno seguendo le sorti e ne hanno restituito la sua completa fruibilità: si tratta della associazione “Catanzaro dentro le mura” che ha voluto segnare il cambio di passo fin dal nome, modificandolo in Nuovo Supercinema. Negli ultimi anni infatti, il Supercinema ha sì continuato a promuovere il grande cinema – così come quello più di nicchia -, ma ha saputo pure ospitare piccoli spettacoli teatrali, rassegne musicali, convegnistica, che richiedevano ambienti più raccolti, ritagliandosi uno spazio tutto suo nella più ampia programmazione cittadina. Insieme al responsabile Alessandro Lanzo, abbiamo potuto ripercorrere le tappe della recente ristrutturazione che anche qui ha riportato alla luce veri e propri cimeli. Il proiettore e le attrezzature varie recuperate, sono già valorizzate in maniera esemplare, collocati nello stesso foyer, all’ingresso della sala, insieme a numerose locandine di film che hanno segnato la storia del cinema, quasi a ribadire ad ogni modo il suo forte legame con quello che era il mondo della celluloide. 

Supercinema

Il Teatro Masciari

In chiusura il palcoscenico dei palcoscenici catanzaresi, il più antico, chiuso ormai da una decina di anni, che però presto sarà di nuovo fruibile dal pubblico, il Teatro Masciari. Aperto nel 1923 da un privato, Gennaro Masciari, ha avuto vicende alterne: prima fu solo teatro, poi quasi esclusivamente cinema, poi ancora nell’ultimo periodo entrambi, con la gestione da parte della cooperativa Nuova Ipotesi presieduta dal compianto Franco Ferrara. Poi la chiusura nel 2011. 

E’ stato anche grazie ad una importante mobilitazione cittadina, “Salviamo il Teatro Masciari”, che la struttura è stata riportata all’attenzione pubblica: nelle prossime settimane sarà ufficializzata la sua acquisizione a patrimonio comunale. Un momento epocale per quello che è un bene storico culturale della città, se non proprio l’anima della cultura catanzarese, che con la preziosità della sua struttura liberty ha cercato di sopravvivere al passare del tempo. 

Per poter essere restituito alla città, il Teatro Masciari sarà sottoposto a un ricco restyling, secondo la programmazione di “Agenda Urbana” del Comune, prima dell’affidamento della gestione dell’intero edificio all’Ati costituita dalle associazioni “Gesto e parola”, “Officina teatrale” e “Incanto arti creative”, i cui promotori sono Giovanni Carpanzano e Francesco Passafaro, con il progetto “Teatro Masciari 3.0”. 

Accompagnandoci per le sale e a spiegarci l’articolato percorso che interesserà il Teatro, è stato proprio il supervisore di Agenda Urbana Antonio De Marco: dopo l’accordo preliminare con gli eredi Masciari, l’individuazione della copertura finanziaria necessaria – complessivamente di 4 milioni -, e del partner privato del terzo settore per la gestione, adesso per il contratto di acquisto sarà attivata la procedura di prelazione da parte del Ministero dei Beni culturali, quindi, dopo due mesi – intorno alla metà del prossimo giugno -, si potrà continuare con il relativo iter per l’appalto dei lavori di ristrutturazione, appalto che salvo imprevisti potrebbe essere affidato entro fine anno, al massimo entro la prossima primavera.

Tornando al presente, poter accedere, oggi, ai locali del teatro Masciari è come entrare in uno scrigno, osservare tutto il tesoro che ha comunque preservato, a dispetto della fragilità di una assenza di manutenzione che lo costringe a fare i conti con le intemperie: se la struttura ha dimostrato una assoluta solidità – sono già state effettuate le dovute verifiche in merito -, il discorso non vale per i fregi e gli arredi interni, vittime di infiltrazioni, che saranno sostituiti. Sarà inoltre l’occasione perché il vecchio palcoscenico venga completamente ristrutturato – il legno teme il passare del tempo più di ogni altro materiale -, le poltrone e i tendaggi siano sostituiti con elementi a norma, venga ripristinata la splendida scalinata posteriore. Con il suo “ridotto” dotato di audio multicanale, il noto Dolby Surround, il Masciari è stato il primo multisala catanzarese, confermando di essere il teatro più antico ma sempre con lo sguardo rivolto al futuro: se tutto filerà liscio e non ci saranno imprevisti, il “nuovo” teatro Masciari potrebbe riaprire i battenti nel 2023, esattamente a 100 anni dalla sua nascita.

teatro masciari