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Erika e Omar, l’orrore e la scelta coraggiosa di un padre. Arriva in libreria il nuovo lavoro del collettivo Lou Palanca

Padre Vosto, edito da Rubettino, ripercorre uno dei fatti più tragici della cronaca italiana

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E sono sei. Il collettivo di scrittura Lou Palanca manda in libreria il suo sesto libro e festeggia dieci anni di vita con un volume che spiazza il lettore ed ancora una volta stupisce per qualità ed originalità.

Se i romanzi precedenti traevano linfa dalla storia dimenticata della Calabria contemporanea e si caratterizzavano per una narrazione a più voci, con tanti protagonisti e tanti intrecci, questa volta i Lou Palanca scelgono una strada completamente diversa, incentrando l’intero libro sulla figura – potentissima – di Francesco De Nardo, nato a Maida e famoso suo malgrado per essere il padre di quella Erika che con la complicità del fidanzato Omar uccise con decine di coltellate la madre Susy e il fratello Gianluca, ossia la moglie ed il figlio di Francesco.

L’omicidio di Novi Ligure

L’omicidio di Novi Ligure, avvenuto il 21 febbraio 2001, giusto venti anni fa, suscitò un clamore mediatico di grande rilevanza. L’efferatezza del delitto, i legami familiari, la giovane età degli assassini, lo sfondo della tranquilla provincia piemontese, l’iniziale attribuzione della strage a non meglio identificati “stranieri” sollevarono un interesse quasi morboso del pubblico intorno a questa tragedia ed ai suoi sviluppi investigativi e processuali.

La condanna di Erika,  la sua nuova vita e la scelta difficile e coraggiosa del padre

Ma anche dopo la conclusione dei vari gradi di giudizio, che videro la condanna definitiva di Erika e Omar, l’attenzione su di essi non è mai del tutto scemata e diverse polemiche hanno accompagnato le tappe della vita di Erika, che in carcere si è laureata e poi, scontata la pena, ha conseguito la libertà e ha costruito un proprio percorso di vita familiare.

La ricucitura di quelle terribili ferite, il recupero di un tracciato di normalità esistenziale da parte di Erika e la sua tutela dalla inevitabile curiosità della comunicazione di massa non sarebbero stati possibili senza la presenza, l’intelligenza, la sensibilità, la dignità e la discrezione di Francesco De Nardo, che le è rimasto sempre accanto in assoluto silenzio.

I Lou Palanca guardano appena al terribile episodio criminale, rivolgendosi piuttosto verso le conseguenze che se ne possono trarre in termini di messaggio positivo, di speranza, di ricostruzione del legame familiare e sociale così brutalmente reciso. La forza del perdono, la restituzione di una seconda possibilità, ma anche la funzione rieducativa della pena, il ruolo giocato dai mass-media, la giustizia riparativa, la figura del padre, la crisi delle famiglie “normali” si rincorrono nei capitoli che compongono il lavoro.

Al collettivo Lou palanca si aggiunge la forma di un altro catanzarese Giancarlo Rafele

I segmenti narrativi, le ricostruzioni saggistiche, gli elementi di riflessione concorrono insieme a comporre un tracciato di scrittura difficilmente definibile con un’etichetta univoca. Forse è proprio il crossover stilistico e di genere la caratteristica più saliente di questo progetto, insieme alla scelta di far scrivere Lou Palanca in prima persona: l’espressione individualizzata dell’autore collettivo diviene il fattore determinante dell’impianto complessivo di Padre vostro.

Un libro potente, destinato a far discutere e che vede – piccola nota di colore – l’ingresso nel gruppo (accanto a Danilo Colabraro, Valerio De Nardo, Nicola Fiorita e Maura Ranieri) di un altro catanzarese Doc: quel Giancarlo Rafele che, dirigendo la Casa di Nilla, di famiglie che esplodono e di come riparare i guasti è un esperto di altissima qualità.

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