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Lo Spaccapietre apre il Magna Graecia Film festival – School in the city

Prevista per domani la visione di “Padrenostro", mentre giovedì si terrà l’incontro con il regista Claudio Noce

E’ toccato a Massimiliano e Gianluca De Serio con il loro “Spaccapietre” dare il via alla terza edizione del Magna Graecia Film festival – School in the city. Il progetto, ideato da Gianvito e Alessandro Casadonte e realizzato nell’ambito del Piano nazionale Cinema per la scuola promosso dal Mibac e dal Miur, ha voluto confermare anche per quest’anno il suo ponte tra gli studenti delle scuole superiori e il cinema, per formarli ad una visione più completa, addentrandosi nei meandri del linguaggio filmico, delle tecniche, ma soprattutto delle storie, con temi attualissimi. Ed oggi, in tempo di DAD, anche School in the city approfitta della tecnologia per supplire all’impossibilità degli incontri dal vivo e si sposta online. Centinaia e centinaia sono gli studenti degli otto istituti della provincia catanzarese coinvolti prima nella visione dei film selezionati in concorso – tramite la piattaforma MyMovies -, poi in un secondo tempo nel confronto con autori e attori degli stessi, quindi nella votazione delle opere.

Moderato dal coordinatore del progetto Antonio Capellupo, il primo incontro di questo pomeriggio ha avuto come protagonisti i registi De Serio, con il loro terzo lungometraggio non documentaristico, “Spaccapietre”. I due fratelli hanno brevemente raccontato la genesi del film: partendo da una vicenda che ha toccato direttamente la loro famiglia, hanno voluto raccontare il “mondo” del caporalato. La nonna dei De Serio, Rosa – come il personaggio femminile della pellicola -, morì nel 1958 sui campi «mentre lavorava. C’era già il caporalato all’epoca, e non solo al Sud – ha raccontato Massimiliano -. Nostra nonna è stata vittima di quel sistema  e l’idea di affrontare la storia di una padre e di un figlio in quel contesto è nata molti anni fa, sentendo i racconti dei nostri zii e di nostro padre», e rivive oggi in “Spaccapietre” attraverso i nomi dei personaggi, alcune foto e i dettagli riconoscibili soprattutto dalla famiglia De Serio stessa.

«Abbiamo incontrato tantissime persone, soprattutto nei campi, nei ghetti, delle vere e proprie città nascoste ma neanche tanto– ha raccontato Gianluca De Serio -. Siamo andati anche in baraccopoli, tendopoli che solitamente vengono occupate stagionalmente, nei mesi delle raccolte. Abbiamo incontrato tantissimi braccianti, e le loro storie sono entrate con alcuni dettagli nel film. Abbiamo conosciuto storie di coloro che cercano di fare qualcosa per il loro territorio, pure. E tutte le comparse, i braccianti nel film, sono ragazzi che abbiamo reclutato durante questi incontri in cui ci raccontavano le loro esperienze».

Numerose sono state le domande e riflessioni rivolte ai due registi dagli studenti dei quattro istituti superiori coinvolti nell’incontro – Liceo scientifico Siciliani, Istituti Fermi, Grimaldi-Pacioli e Petrucci-Ferraris -,  che hanno dato spunto a un lungo confronto in cui anche gli insegnanti, come Anna Tavano del Petrucci, hanno voluto intervenire. Dai motivi che li hanno spinti a sviluppare la trama di Spaccapietre, all’importanza della scrittura – «Ascoltate i vostri insegnanti», hanno detto -, passando per le scene più difficili, per i silenzi scelti, i rapporti con gli interpreti, le sfaccettature della violenza,  e i consigli ad aspiranti registi, la chiacchierata ha preso presto il largo e ha visto anche una ricca partecipazione sui social network, aperta a tutti.

Domani, School in the city prosegue con la visione di “Padrenostro”, giovedì 15, alle 11.00 ci sarà poi l’incontro con il regista Claudio Noce.