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MGFF school in the city, gli anni di piombo e la generazione degli invisibili

Incontro con il regista Claudio Noce e il suo "Padre nostro" girato in parte in Calabria

Doppio appuntamento con il cinema che incontra il mondo della scuola. Oggi il Magna Graecia Film Festival School in the city – rassegna ideata da Gianvito e Alessandro Casadonte – ha coinvolto gli studenti di otto istituti superiori della città in un confronto, sul web, con i registi di altri due film in concorso già visti dagli stessi tramite la piattaforma Mymovies. Collegati circa 1000 utenti tra studenti, docenti e appassionati, tramite zoom e le piattaforme social, facebook e instagram, del Festival.
In mattinata Claudio Noce ha risposto alle tante curiosità dei ragazzi sul suo “Padre nostro”, pellicola dal respiro autobiografico che proietta gli spettatori negli anni di piombo, traendo ispirazione dall’attentato del 1976 al vicequestore Alfonso Noce, padre del regista. Una storia di formazione, vista dagli occhi di un bambino che affronta la paura legata al terrorismo trasformandola in gioco grazie ad un amico immaginario. “In quegli anni si combatteva un guerra civile in cui c’era una forte componente ideologica, gli uomini che organizzarono l’attentato aspettarono il momento in cui mio padre sarebbe uscito da casa per andare a lavoro e servire lo Stato”, ha raccontato Noce sul proprio vissuto, sottolineando la volontà di mettere al centro del suo film la “generazione di invisibili, spesso dimenticati dagli adulti”. Nel film, presentato nella scorsa mostra di Venezia, c’è anche la Calabria con i suoi paesaggi, tra il verde e il mare, ritratti nella loro essenza rurale, arcaica e incontaminata, tanto da diventare protagonisti stessi del racconto. Dopo una chiacchierata di oltre 80 minuti, moderata da Antonio Capellupo, il regista in diretta streaming, ha elogiato tutti gli studenti per le domande poste: “In tante presentazioni a cui ho partecipato nessuno è stato così profondo, i ragazzi vanno, senza filtri, più dentro alle cose rispetto ad un altro tipo di pubblico. E’ stata un’esperienza molto bella e importante”.