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Tutto pronto per il restauro del portone ligneo della Basilica dell’Immacolata

Effettuato ieri il sopralluogo da parte della Sovrintendenza ultimo passaggio prima dell’indizione della gara

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È arrivato alle battute finali il lungo iter burocratico necessario a riportare nel suo originario stato il grande portone ligneo della Basilica dell’Immacolata. Da quasi 120 anni la sua materia prima, legno massiccio ma pur sempre legno, ha sopportato pioggia e sole che cambiano volto non solo alle persone.

Ieri mattina i funzionari della Sovrintendenza ai beni artistici e culturali della Calabria hanno compiuto il necessario sopralluogo alla Basilica prima di dare avvio alla gara di appalto per l’aggiudicazione dei lavori. Il funzionario storico dell’arte Giovanni Marrello e il restauratore conservatore Giancarlo Del Sole hanno visionato lo stato del manufatto insieme al parroco della Basilica, don Sergio Iacopetta, e ai confratelli dell’Arciconfraternita Antonio Frustaci, Francesco Celi e Massimo Robertelli. Della pratica ci eravamo già interessati in un articolo dell’ottobre 2020 dove se ne ripercorrevano le tappe principali. A novembre 2019 la Regione Calabria con decreto dirigenziale del dipartimento Cultura riassegnò le somme che erano rimaste non utilizzate al termine delle procedure dell’accordo di programma del 2003 finalizzato al recupero del patrimonio mobile dei musei diocesani. Tra gli interventi ammessi a finanziamento, tutti concernenti il restauro di beni artistici religiosi, quelli richiesti dall’Arciconfraternita di Maria Santissima Immacolata di Catanzaro, finanziati per 16.630 euro, e che serviranno per la messa a nuovo del portone e per altre opere di completamento.

È stato in particolare Francesco Celi, già vice priore della Confraternita, a seguire i passi di istruzione della pratica, dall’istanza all’assessorato regionale alla Cultura alla sollecitazione verso il Segretariato generale ai beni artistici e culturali che ha a Borgia, nella Roccelletta, e poi al Mibact di Cosenza. L’iter, va da sé, è stato in vario modo ritardato dagli impedimenti generali causati dalla pandemia, con il loro portato di smartworking che accorcia le distanze ma non sempre il tempo. Il sopralluogo dei due funzionari della Sovrintendenza ha portato a constatare l’impossibilità di eseguire il restauro in loco per la mancanza di una porta secondaria agibile e valida per l’ingresso in Basilica che, ricordiamo, svolge da mesi e chissà ancora per quanto le funzioni di cattedrale per i lavori che interessano il Duomo.

Pertanto il protone sarà smontato in più parti e trasportato al laboratorio di restauro specializzato, iscritto al portale Mibact, che si aggiudicherà l’appalto. Il portone, la cui imponenza si nota soprattutto a battenti chiusi, alto più di sei metri e largo tre all’incirca per oltre 25 metri quadri, è stato costruito e messo in loco nel 1903. L’ultimo restauro è stato eseguito negli anni 50, nel fervore della preparazione al grande evento che fu l’elevazione della chiesa a basilica minore del 1954, nel centenario del dogma dell’Immacolata Concezione e la successiva incoronazione della statua di Maria la sera del 26 settembre di quell’anno, quando una folla di 50 mila e più fedeli gremì la piazza per seguire la cerimonia officiata dal cardinale Cicognani inviato di Pio XII e dagli arcivescovi Fiorentini e Fares.

All’incontro di ieri ha partecipato anche don Maurizio Franconieri, direttore del Museo diocesano di Arte sacra, che ha fornito spunti interessanti sulla particolarità dell’opera da restaurare nel quadro dell’ importanza storica e artistica della Basilica del Immacolata nel contesto cittadino, ospitando in uno dei suoi quattro altari le quattro vetrine degli “Scarabattoli”, le miniature del Settecento in cera, realizzati dalla suora Caterina de Iulianis, recentemente restaurati dal maestro Giuseppe Mantella su iniziativa della sezione catanzarese del Fondo Ambiente Italiano e del Circolo di cultura Augusto Placanica.

Secondo la loro esperienza, i funzionari del Mibact prevedono che l’opera, restaurata, potrà ritornare in loco entro l’ultimo mese del corrente anno in coincidenza con le liturgie dedicate alla ricorrenza dell’Immacolata. Nel salutare Marrello e Del Sole, il membro della Confraternita Francesco Celi si è sentito in dovere di esprimere parole di ringraziamento verso Salvatore Patamia, dirigente del Segretariato generale ai beni culturali per l’esito positivo della pratica.    

 

 

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