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Gagliano riprende…il filo della tradizione. I centrini lavorati dalle donne del quartiere esposti in alto

L'esposizione durerà per tutto il mese di maggio

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Alzando lo sguardo, spuntano tra i tetti delle vie principali del quartiere Gagliano e impreziosiscono luoghi di memoria e religiosità. Sono le installazioni del progetto #ilfilocheunisce volute da un’intuizione di Candida Lobello con la collaborazione del gruppo Rip-Arti-Amo-Gagghianu, inaugurate ieri e visibili sino a fine Maggio.

L’idea è quella di un’installazione temporanea di centrini lavorati all’uncinetto dalle donne del quartiere, che abbelliscono la via principale e le due (Timpuna e Goniu) che portano alle chiese del borgo.

Un percorso in grado di ravvivare gli spazi urbani in modo innovativo. Spunti artistici dal passato, che diventano una mostra a cielo aperto. Tante sono state le signore che hanno collaborato   realizzando   amorevolmente i centrini di varie misure e forme, dedicandoli alla venerazione della Madonna, nel mese a Lei dedicato, donne che si rivolgono a Lei nelle difficoltà della vita e che attendono aiuto e protezione.

«Abbiamo deciso di realizzare questo progetto – ci spiega l’ideatrice Candida Lobello – in questo periodo pandemico, proprio nel mese dedicato alla Vergine Maria, periodo in cui, anche quest’anno, con le giuste precauzioni, ci si incontra per la recita del Rosario e si sente più forte il bisogno di dedicare preghiere speciali alla Madre di Dio, affinché protegga i suoi figli da questo Virus. Un ringraziamento speciale mi sento di rivolgere alle generazioni di donne che hanno reso possibile tale opera. Con la loro pazienza e tecnica hanno creato lavori quasi fossero dipinti, il filo ideale che ha ricongiunto le chiese del quartiere. Vi aspettiamo numerosi, rispettando le regole di distanziamento, per ammirare, con gli occhi rivolti verso il cielo, queste opere sospese per le vie di Gagliano».

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