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“Salvami dal vuoto”, il nuovo romanzo del giovanissimo Francesco Cristofaro

E’ il quarto titolo pubblicato dall’autore catanzarese, molto seguito sui social come ZeroRancore

E’ disponibile in preordine, con uscita ufficiale nelle librerie il 29 giugno, il nuovo romanzo di Francesco Cristofaro. “Salvami dal vuoto”, edito da una nuova casa editrice di Rovereto, la New-Book Edizioni, è l’ultima fatica letteraria del catanzarese, che a soli ventisei anni può vantare la pubblicazione di quattro romanzi, e un seguito notevole sui social, con circa 10mila follower solo su Instagram. Lì il suo nome è ZeroRancore, «perché il rancore non è mai la soluzione», spiega, aggiungendo un simpatico aneddoto: c’è un suo omonimo parroco, anche lui apprezzato autore di libri – don Francesco Cristofaro, della parrocchia di Simeri Crichi -, non amando pubblicare proprie foto sui social che possano identificarlo meglio, Francesco in più occasioni è stato confuso con il sacerdote; «Ho capito che dovevo cambiare il nome al profilo quando sotto i miei post sono cominciati ad apparire commenti tipo “amen”», racconta ridendo.

Tornando al suo seguito, non tutti ovviamente tra coloro che apprezzano i suoi aforismi online sono anche lettori dei suoi libri: «Alcuni mi seguono proprio per le frasi – spiega Cristofaro -, altri sono più curiosi e vogliono approfondire con i romanzi, ma va bene così, perché si crea una sorta di catena, di passaparola». Facile pertanto intuire l’entusiasmo espresso nei suoi confronti sui social in questi giorni alla notizia del nuovo lavoro: «L’ultimo libro l’avevo scritto due anni fa. Di mezzo c’è stata la pandemia – racconta -. L’ho vissuta male, come molti, ma allo stesso tempo ho scritto tanto».  Ha iniziato infatti “Salvami dal vuoto” a maggio dello scorso anno: «avevo bisogno di raccontarmi – afferma -. Generalmente lo facciamo tutti in maniera diversa, ma non potendo abbracciare gli altri, stare con loro, almeno scrivi e stai con te, che ti aiuta a capirti sempre di più».

L’OPERA

Il libro ha come protagonista Sara, una giovanissima orfana che a diciott’anni lascia l’istituto in cui era stata abbandonata e con i risparmi messi da parte con dei piccoli lavori all’interno della stessa struttura, riesce ad andare a vivere da sola e aprire un negozio di fiori. Qualcosa accade quando James, uno dei tatuatori dello studio di fianco al negozio, cerca in tutti i modi di conquistarla, ma «non è questo il fulcro del romanzo. E’ l’amore salvifico, ammesso che lo sia – spiega –. Lei si era sempre interrogata sulla sua vita, a partire dalla sua stanza, la 328, all’istituto. Ci sono tantissimi colpi di scena che determinano i movimenti di Sara e daranno una svolta alla sua vita, la cambieranno. Ogni evento la riporterà a quella stanza in cui viveva, lei andrà a rivedersi lì e cercherà sempre di uscirne, pur sapendo che la 328 sarà sempre parte di lei». Mentre ci racconta il libro, dribblando eventuali indizi che potrebbero disturbare l’effetto colpo di scena, Cristofaro si ferma e ammette: «So spiegarli poco i miei libri. Sono più bravi loro a parlare di sé».

Senza rivelare nulla, è evidente il lavoro fatto da Francesco nel creare i personaggi e fare sì, in questo come nei romanzi precedenti, che la trama sia quasi interna ai protagonisti stessi: «Mi piace fare girare tutto intorno al personaggio – afferma -. Ho avuto tante volte la sensazione che tutto ruotava intorno a me, mi chiedevo se gli altri si chiedessero mai qualcosa su di me, su quello che facevo, allo stesso modo di come io mi ponevo le domande su loro». Insegnante di inglese in una scuola paritaria di Cosenza, dotato di una sensibilità rara, Francesco Cristofaro non ha mai nascosto come l’incontro con la scrittura, la sua compagna di vita, sia stato determinante: «Si impara a scrivere alle scuole medie, se non impari lì avrai poca personalità nella scrittura. A me, che sono sempre stato una persona insicura, mi dà forza. Mi restituisce quella identità che cercavo. Pur con tutto l’affetto per le persone che mi stanno accanto, la parte maggiore della mia giornata è scuola e scrittura».

«Dopo l’uscita ufficiale, spero di poter fare qualche presentazione dal vivo – conclude -. Sarebbe un ritorno alla normalità sotto più aspetti. Del resto le parole mi hanno sempre portato a casa».