Quantcast

“La chiamata” tra i finalisti di Calabria Emotions della Fondazione Magna Grecia foto

Pronta la sceneggiatura del corto di Barbara Rosanò e Domenico D’Agostino. A giorni si saprà di quale opera in concorso si faranno le riprese

E’ rientrato tra i cinque finalisti di Calabria Emotions, il bando della Fondazione Magna Grecia per filmaker, autori e sceneggiatori “con la Calabria nel cuore”, il soggetto “La chiamata” di Barbara Rosanò e Domenico D’Agostino. Ci vorrà ancora qualche giorno per sapere se il progetto firmato dai due autori –uniti da progetti realizzati insieme con l’associazione Kinema di Girifalco e il Tip Teatro di Lamezia Terme -, potrà vedere l’avvio delle riprese ed essere proiettato nella serata conclusiva del contest che si terrà a Scilla il prossimo 10 settembre. A scegliere il vincitore ci sarà una giuria di esperti della comunicazione che premierà la sceneggiatura che meglio saprà, secondo loro, esprimere l’identità della Calabria suggerendo emozioni diverse tra loro.

«Intanto il titolo del bando parlava chiaro: Calabria emotions, dunque raccontare gli aspetti più emotivi della nostra regione che, non è certo una novità, sono veramente numerosi, vari e particolareggiati – spiegano Rosanò e D’Agostino -. Proprio la varietà, anzi, che è quasi proverbiale per la Calabria, vuole essere uno degli elementi cardine del nostro corto. In quanto ricchezza, non solo paesaggistica, ha per sua natura una particolarità: si presta difficilmente al racconto, specialmente se breve. Quanto più si parla con facilità di una narrazione calabrese, di come e perché raccontare la Calabria, tanto più, a volte, non si riescono a quadrare i conti con essa». «Eppure – proseguono -, può essere sufficiente procedere per “sottrazione”, come nell’opera di uno scultore: sottraendo brutture, luoghi comuni e tutti quegli elementi legati a un identitarismo forse più politico che sociale, è forse possibile arrivare quanto meno a sfiorare l’essenza della Calabria. Essenza della quale, per quel che ci riguarda, facciamo parte anche noi, i tanti calabresi della cittadinanza attiva, i giovani che fanno funzionare questa regione, molto spesso tra mille difficoltà, ma con nessuna retorica d’eroismo, anzi, con azioni più che con parole».

Al momento la sceneggiatura de “La chiamata” è ultimata, dicono, «perché il messaggio che volevamo veicolare era abbastanza chiaro e abbiamo soltanto dovuto definire i personaggi con le battute che diranno e sostanzialmente definire lo slogan. Operiamo sul territorio da tanti anni quindi avevamo proprio l’esigenza e la voglia di dire determinate cose, perché la Calabria sono soprattutto le persone. E questo è il punto forte della nostra idea».

La realizzazione del corto, in realtà, è vincolata alla vincita del contest, ammettono: «Servono comunque dei fondi di cui non disponiamo al momento – dice Barbara -. Crediamo sia io che Domenico che nel caso in cui dovesse andare “male”, perché comunque stiamo competendo con professionisti molto bravi e molto preparati, l’idea rimarrà nel cassetto magari nell’attesa di una nuova possibilità».

Del resto non mancano i progetti che, ad esempio nel caso di Kinema, dal 2013 si sono susseguiti senza sosta: dalle due edizioni della rassegna Indieframe, anche in collaborazione con il Tip, ad alcuni eventi con enti sociali, «perché comunque la vocazione di Kinema è il sociale», passando per il doc “Quello che non ho” sulla pena alternativa al carcere realizzato con il Centro calabrese di solidarietà, proiettato al MyArt festival di Cosenza, Kinema ha anche organizzato dei workshop di scrittura creativa con Domenico Dara, un workshop di direzione della fotografia con Victorr Torrefiel Vicente, e poi ancora ha all’attivo collaborazioni con Progetto Sud e Fondazione Città solidale, «con cui facciamo dei laboratori all’interno dei centri Sprar».

Per quanto riguarda i lavori personali di Barbara Rosanò – che aveva esordito “col botto” con il documentario “Uscirai sano”, sempre insieme a Kinema – c’è «un documentario attualmente in post produzione che è stato girato tra Torino, Roma e Messina , prodotto dalla cooperativa sociale Strana idea di Torino, su un ricongiungimento familiare durato due anni, una vicenda giudiziaria abbastanza difficile e complicata che riguardava una bambina di pochi  anni e una donna somala, regolarmente presente sul territorio italiano. Il titolo provvisorio è Hooyo che in somalo vuol dire mamma».

Ma c’è anche in produzione “Oceani”, «un documentario su Manuel Sirianni, un ragazzino autistico che ha pubblicato un suo libro autobiografico per Bompiani, la cui editor è Beatrice Masini, anche traduttrice dei libri di Harry Potter. Questo documentario è risultato vincitore del bando della Calabria film commission, primo in elenco, ottenendo un finanziamento di 30mila euro. Le riprese cominceranno a luglio. Accanto a me – spiega ancora Rosanò -, ci sarà alla regia Valentina Pellegrino che ha fatto con me anche la regia di  “Uscirai sano”».

E poi non bisogna dimenticare il cortometraggio “Please return to”, e ci sarà ancora tanto altro. C’è da scommetterci.