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La pandemia come figura mitica e…tutto il mondo di Baricco in una sera di luglio

A Casa Gaslini l'incontro con lo scrittore piemontese organizzato dalla libreria Ubik di Nunzio Belcaro

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Una calda serata di luglio accoglie Alessandro Baricco al “Parco Gaslini” nel quartiere lido di Catanzaro. “Casa Gaslini” diventa dunque lo “scenario” dove lo scrittore torinese si propone con un dialogo aperto con i lettori. Baricco, non ha bisogno di presentazioni e rimane uno dei scrittori più seguiti dai lettori della narrativa italiana.

Una serata, che nel suo svolgimento, ha visto un numeroso ed attento pubblico riempire la platea di un significativo “appuntamento”, contraddistinto da nuove e passate “storie”, nonché dalle vicissitudini che in questo ultimo anno sono state vissute.

Il 2018, con la presentazione di “The Game”, fu l’ultima volta che Baricco visitò la Calabria, così ricorda Nunzio Belcaro “libraio” della Ubik di Catanzaro e sarà proprio lui a dare “l’incipit” alla serata con una breve nota personale. “Baricco – dice infatti – oramai da diversi anni è colui che spiega molto il mio “sentire”, riesce a dare dei nomi a delle cose che riesco a fare mie e a rifletterci sopra anche quando ci confliggo, concedendomi anche quella “pace” con il mondo dei libri, cosa che non sempre accade a noi librai”.

Un’introduzione che viene accompagnata da alcuni segmenti di episodi vissuti proprio dallo scrittore nel suo trascorso viaggio in Calabria, in quel di Rosarno, dove anche un semplice apprezzamento da parte di un giovane del luogo, costituì per lui un momento significativo, da dover ricordare nel corso della sua carriera. La serata evolve seguendo un percorso delineato da Belcaro che ne stimola riflessioni, considerazioni e punti d’incontro che hanno caratterizzato la produzione letteraria dello scrittore proprio in questo ultimo anno, un anno particolare che ha certamente segnato la vita di tutti.

Ed è da qui che nasce “Quel che stavamo cercando”, un piccolo libro realizzato proprio durante la pandemia da poter scaricare in maniera del tutto gratuita, solo successivamente ne produrrà la versione cartacea. Baricco, dunque, prova a pensare alla pandemia, introducendone l’argomento e sottolineando quanto da lui stesso vissuto. “Ho seguito molto la “scienza” durante la pandemia – afferma lo scrittore – tuttavia mi sono reso conto che l’evento “medico” era solo una piccola parte di ciò che stava accadendo. E’ così che la pandemia diventa quasi una “figura mitica”, ricercando le più piccole percezioni di quello che accadeva e soprattutto che cosa avremmo potuto scrivere noi “umani” di questa figura e quanto nella realtà poteva appartenerci”.

Baricco delinea “sfumature” importanti della pandemia, ne trae quel collegamento con la “guerra”, di come in tanti hanno tradotto quanto si è vissuto in quello che il lontano conflitto generò: “è come in guerra”, si è spesso detto! Ma da cosa si differiscono questi due periodi temporali così importanti? Una domanda che il libraio Nunzio Belcaro pone allo scrittore e da cui egli trae due significative differenze: la mancanza dell’odio durante la pandemia, differentemente dalla guerra e la morte di tantissimi giovani in quest’ultima, contrariamente a quanto accaduto nel periodo epidemico che vedeva colpire i più “deboli”.

Paradossalmente la pandemia ha fatto anche riacquistare alcuni rapporti persi da tempo, fa notare lo scrittore, assumendo quelle particolari contrapposizioni che forzatamente hanno caratterizzato, ad esempio, il mondo della scuola. “Il “web” – dice a tal proposito Baricco – è riuscito a far ricongiungere quei rapporti che molte volte erano stati troncati, la vita è pertanto cambiata ed è come se il tempo, la crescita, che avvengono con un certo passo, fossero stati sospesi improvvisamente, interrompendo il loro divenire”. “E dunque anche il mondo della scuola ha subito un cambiamento – sottolinea – la vita dei ragazzi è cambiata dovendosi rapportare mediante “computer” e trascorrendo parte della giornata in “Dad”, un mutamento che ha molto significato e che ha permesso di farci scoprire dei mondi quasi inesplorati”.

Tematiche importanti che in questo periodo hanno molto caratterizzato la nostra vita ed è in riferimento ad una grande rivoluzione digitale e a quella cultura novecentesca, che sovente si è riuscito a superare anche importanti “fallimenti” ed è su questo punto che Baricco si sofferma, su quelle “intelligenze” che nel pensiero novecentesco hanno rappresentato quel “quid”, quel tipo di logica che appartiene ad importanti pensatori. Fra questi cita la figura di Walter Benjamin, critico letterario, poeta, filosofo, amante della non violenza, egli ha continuato a studiare il mondo, influenzando molti filosofi del tempo e riconoscendo il suo valore solo dopo la morte.

Alcuni interventi da parte del pubblico hanno ricordato alcuni scritti di Alessandro Baricco, come ad esempio “Seta” ove ripercorre, neanche a farlo apposta, la tematica della pandemia o “Barbari” ove l’interlocutore, quasi a “provocazione”, fa riferimento a “The Game”. Una serata che si conclude con l’arguto intervento del piccolo Francesco, che dà motivo di pensare come anche il pubblico più “giovane” possa essere attratto dalla produzione letteraria di Alessandro Baricco. Un interesse che comunque ha completamente catturato il pubblico presente, particolarmente attento alle significative argomentazioni dello scrittore.

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