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Le donne dell’antica Roma rivivono nel libro della catanzarese Marisa Ranieri Panetta

L'archeologia e saggista si racconta dopo aver trascorso alcuni giorni in città

Archeologa, saggista e giornalista, Marisa Ranieri Panetta, di origini catanzaresi, ha scritto diverse biografie su personaggi iconici della Roma imperiale, da Nerone a Messalina, ma pure sulla storia di Pompei. Lavori che sono stati tradotti in molte lingue. Nel suo palmares figurano anche prestigiosi premi per reportage archeologici pubblicati da “L’Espresso”, per arrivare all’ultima fatica letteraria dal titolo “Le donne che fecero l’impero” (Salerno editrice), che racconta l’influenza e il potere che esercitarono mogli e madri dei Cesari, protagoniste di cambiamenti sociali e culturali della loro epoca.

Nei giorni scorsi è stata a Catanzaro. Come ha ritrovato la sua città?

Con piacevole sorpresa, più vivace di come l’avevo lasciata un anno e mezzo fa. Pensavo che fosse spopolata – era la fine di agosto – e invece ho notato un centro storico, ben illuminato, con molta gente e nuovi punti di ristoro, gestiti da giovani. L’altra cosa che mi ha colpito è stata la pulizia delle strade: un risultato da far invidia a molte città, capitale compresa.

La narrazione che si fa di questa città spesso non riesce a restituire un quadro più aderente alla sua realtà…

E’ vero, ma è un discorso che comprende il Sud più in generale. Si amplificano le notizie negative, si elencano i limiti con commenti stereotipati, senza mai sottolineare sforzi, cambiamenti, innovazioni. Invece, sono enormi le potenzialità della Calabria nel suo insieme: un territorio straordinario, per cultura e bellezze paesaggistiche e artistiche.

Nel suo ultimo libro è possibile riscoprire, per certi versi in modo originale, i profili di personaggi fuori dal comune. Sono otto donne, da Cleopatra alle Giulie di origine siriana, che però gli antichi storici non hanno mai evidenziato in modo positivo.

Come ai nostri giorni, il potere in mani femminili è sempre analizzato, con la lente di ingrandimento, per criticare comportamenti ed errori, veri o presunti. Eppure, come potranno scoprire i lettori, le donne che descrivo, vissute tra congiure, intrighi di palazzo, campi di battaglia, hanno dimostrato – oltre all’ambizione – coraggio e acume politico. C’è stata, ad esempio, Livia, moglie di Augusto, che è riuscita a imporre per prima una posizione paritaria accanto al marito; oppure Giulia Domna,  l’unica imperatrice dell’antica romanità a creare un circolo culturale per approfondire e diffondere saperi in diversi campi.

Nel suo percorso di ricerca storica e archeologica, ha in animo di dedicare un’attenzione particolare alla sua terra d’origine?

Sì, ci penso da tempo e ho un progetto avviato a riguardo. Ma dovrei fermarmi a lungo per raccogliere dati, fare dei sopralluoghi, e finora, per motivi familiari, non mi è stato possibile.

Può anticipare qualcosa sul suo prossimo impegno?

Riguarda un personaggio maschile, un grande romano. Spero, quando sarà pubblicato, di presentarlo a Catanzaro. L’aria natia mi fa sempre bene…