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“Il disegno non ha tempo”, al via al Marca la mostra personale di Omar Galliani foto

L'artista: "Lo schizzo è un attimo ma può diventare infinito" La curatrice Agosti: "Scelte opere di grande impatto". Aperta sino al 21 dicembre

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Potrà essere visitata fino al 21 dicembre la grande personale di Omar Galliani intitolata “Il disegno non ha tempo”, inaugurata questa sera al Museo Marca. La mostra presenta grandi opere significative del percorso dell’autore: “Non possiamo definirla una antologica perché non c’è tutto, ma c’è molto – ha spiegato nel corso della presentazione dell’esposizione che ha preceduto il taglio del nastro la curatrice Vera Agosti -.

Se qualcuno ancora può non conoscerlo, cosa difficile perché molto noto a livello internazionale, da questa esposizione ne uscirà con le idee chiare su chi è Omar Galliani, su quale è stato il suo percorso, la sua evoluzione”.

“È una mostra diversa – ha aggiunto Agosti -, abbiamo scelto un numero ridotto di opere, ma monumentali, dal grande impatto, dal 1977 ai giorni nostri. Il percorso è molto vasto”.

Quello tracciato dall’esposizione è infatti di forte effetto che parla dei grandi temi dell’uomo: la natura, la vita, l’arte,  la pandemia, la morte, la santità, sono tracciati sul foglio di carta o sulla tavola di pioppo. “Il tempo del disegno è un tempo molto lungo – ha spiegato l’artista Omar Galliani -. Lo schizzo è un attimo ma può diventare infinito. In genere è sempre considerato il progetto di un’opera più importante,  nel mio caso è proprio un’opera finita”.
“La sua abilità è anche nel coniugare culture diverse – ha affermato il direttore artistico del Marca Rocco Guglielmo -, in molte opere che andremo a vedere, specialmente quelle degli anni ’90, con i mantra, c’è  una perfetta commistione di esperienze orientali e cultura occidentale”.

Della mostra è stato realizzato un bellissimo catalogo edito dalla Prearo editore, a cura di Vera Agosti, con all’interno un suo saggio critico oltre a un’intervista e una poesia di Teodolinda Coltellaro. Il patron Giampaolo Prearo è intervenuto nel corso della presentazione con una riflessione – fatta in piedi, passeggiando tra i presenti in sala – sull’editoria contemporanea e sulla difficoltà di circolazione dei libri, che sono stati soppiantati anche nello studio da tablet e pc.

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