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La Reale Arciconfraternita del Ss Rosario un bene culturale ritrovato

Sarà possibile riportarne alla luce il chiostro come avvenuto per quello degli Osservanti? Sarebbe un notevole passo avanti per la realizzazione del progetto, più volte enunciato ma mai attuato, di rinascita del centro storico

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Di Maria Adele Teti*

Era ormai anni che l’ Arciconfraternita del Rosario giaceva abbandonata, ingombra di material edili sul pavimento, i bellissimi scanni lignei intagliati depauperati dall’incuria, gli stucchi, le pitture, gli arredi e una statua della Madonna in pericolo. Nel corso degli anni più volte la sottoscritta, come presidente di Italia Nostra pro tempore, ha scritto alla Soprintendenza denunziando lo stato di abbandono e la possibilità che tutto potesse essere perduto, per infiltrazioni di acqua piovana. Fortunatamente, anche se con ritardo, il tetto è stato fatto ormai da qualche anno (con il contributo di Intesa S. Paolo, Camera di Commercio e Arciconfraternita) e questo ha permesso, il recupero di questo bene culturale.

Malgrado la realizzazione di questi lavori, la Congrega, così conosciuta dalla cittadinanza, è rimasta allo stato di abbandono e, col passare degli anni, rischiava di compromettere definitivamente ogni possibile intervento. Il fermo era dato anche dalla mancanza di fondi ormai esauriti tra ritardi, disservizi, cattiva esecuzione di alcune opere e dello stesso tetto, su cui si è più volte intervenuti.
Fortunatamente il Generale B. Guido Mario Geremia, Generale Comandante Regionale Calabria, Guadia di Finanza, avendo visto la possibilità di eleggere l’ Arciconfraternita a cappella particolare, ha pensato di investire propri fondi per il recupero definitivo e per l’acquisto degli arredi mobili. Un giovane finanziere ed altri dello stesso corpo militare hanno materialmente lavorato per riportare il tutto a nuova vita.
Sono stata positivamente meravigliata come il restauro abbia saputo rispettare ogni particolare decorativo, restaurare gli affreschi in parte rovinati, ricollocato due quadri, riposti nella chiesa del Rosario, a latere del piccolo pulpito dove troneggia la statua della Madonna, anch’essa recuperata. Ed infine aver riportato alla loro bellezza originaria i magnifici scanni lignei.

Alla solenne funzione religiosa svolta nella sede dell’Arciconfraternita per il Precetto pasquale, presieduta dal nuovo Arcivescovo di Catanzaro, Mons. Claudio Maniago, da poco giunto in città, non c’era pubblico. solo i finanzieri con il Generale Geremia. Alla domanda, se qualche esponente del Comune di Catanzaro avesse ringraziato per aver contribuito a restituire alla città un bene culturale così importante, ho avuto assicurazione che nessuno era venuto a vedere e che molti cittadini ignorano persino l’esistenza di questa bene noto come la “Congrega”.

Ss Rosario

Quest’ultima, com’è noto, è localizzata in quella specie di “cittadella religiosa” formata dalla Cattedrale, della chiesa del Rosario e dalla Caserma della Finanza che in origine era il convento d S. Domenico, noti come padri predicatori. Un convento che ha una lunga storia poiché è stato il primo convento fondato in Calabria da quell’Ordine nel 1401, ad opera di fra Paolo Da Mileto, in odore di santità, e da Niccolò Ruffo, feudatario della città.

L’Arciconfraternita è, come d’altronde quella del Carmine, in stile barocco molto contenuto (1621); anche gli stucchi presentano disegni floreali di grandi dimensioni quasi classicheggiati, esenti dagli eccessi del roccocò napoletano. Le pitture che si sviluppano all’interno di riquadri, in cui prevalgono i colori pastello, sono appositamente pensati e collocati al fine di ornare tutto il soffitto e le pareti in una composizione che valorizza la totalità dell’ambiente e che trova il suo culmine nella parte posteriore degli scanni lignei, dove troneggia il posto destinato al Priore della Confraternita stessa. Un’opera importante per la storia della città e per il recupero della sua memoria storica, sempre più mortificata dall’incuria e da interventi demolitori (vedi progetto ex convento delle Pentite o Maddalena da destinare ad alloggi militari) e dalla poca considerazione in cui sono stati tenuti i beni culturali che, nella realtà, possano contribuire alla rinascita di questa maltrattata e depauperata città, mortificata nei suoi beni primari: il territorio e la sua identità storico-culturale.

Ss Rosario

Com’è noto le Congreghe e Arciconfraternite sono istituti religiosi laicali, cioè fondati e retti dai cittadini più importanti del quartiere di appartenenza; il loro compito è tuttora essenzialmente di tipo caritatevole, volto alla osservanza dei precetti dettati dalla Controriforma, varati dopo i Concilio di Trento (1545). A Catanzaro sono quattro: Congrega dell’Immacolata, del Carmine, di S. Giovanni e del Rosario che abbiamo visto recentemente sfilare, con i congregati appositamente vestiti di diversi colori, alla processione di Pasqua.

Ss Rosario

La Chiesa del Rosario con l‘Arciconfraternita e Il complesso domenicano, oggi Finanza, con i resti dell’antico chiostro quattrocentesco, visibile in parte nel cortile della Caserma della Finanza, di cui ho pubblicato il disegno planimetrico, ritrovato nell’Archivio di Stato di Catanzaro, rappresentano un’insieme di notevole importanza. Il Generale della Finanza B. Guido Mario Geremia, particolarmente sensibile alla conservazione dei beni culturali ed egli stesso cultore di Storia Patria, a cui ho fatto dono del disegno planimetrico citato, ha convenuto sull’importanza dei reperti del chiostro che per le sue proporzioni monumentali costituisce un unicum non solo per la città di Catanzaro ma anche rispetto alle coeve realizzazioni del’Ordine domenicano in altre città. Sarà possibile riportarlo alla luce come è avvenuto per il chiostro degli Osservanti? Sarebbe un notevole passo avanti per la realizzazione del progetto, più volte enunciato ma mai attuato, di rinascita del centro storico.

VISITA GUIDATA GIORNO 8 MAGGIO, DOMENICA, ALLE ORE 11.
PIAZZA ROSARIO. Per prenotarsi telefonare al prof. Sandro Scumaci tel. 392 165 2990, venire muniti di mascherina, rispettando eventuali turni.

*Già Prof. Ordinario di Urbanistica Università Mediterranea di Reggio Calabria

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