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Domani l’inaugurazione della mostra Santa Maria della Strada, la Madonna dell’artista Massimo Sirelli

L’Opera maestra è frutto di un progetto nato nel 2017 sul palco delle Officine Limone del Teatro Stabile di Torino. L'evento a cura della Fondazione Rocco Guglielmo

Sarà inaugurata il 5 maggio, presso il Museo MARCA e la Chiesa del San Giovanni di Catanzaro, la mostra Santa Maria della Strada, la Madonna dell’artista Massimo Sirelli, a cura di Stefano Morelli, in collaborazione con la Fondazione Rocco Guglielmo. La figura di Maria è considerata immagine stessa della Chiesa ed è stata per duemila anni, da quando apparve e fu “ritratta” per la prima volta dall’evangelista Luca, al centro della civiltà figurativa del mondo cristiano.

Fu, come scrive il curatore Stefano Morelli “Odidrigia”, Colei che guida, o “Teotoca”, Generatrice di Dio, nelle sempre distaccate e mai distanti icone bizantine a Oriente, e quindi “Madre”, “Regina”, “Avvocata” e “Salvezza Nostra” nei suoi sviluppi europei, dove il volto di Maria lo si incontra ovunque con le sue infinite raffigurazioni in altrettante diverse declinazioni: nelle chiese, per le strade, per le piazze e nella riservatezza delle abitazioni. Consolatrice e pietosa, è forse il soggetto più riprodotto dagli artisti nella nostra storia. L’opera di Massimo Sirelli è certamente una evoluzione dell’icona sacra, riletta attraverso il suo tempo, la sua personale sensibilità, il suo universo artistico fatto di un approccio alle arti visive sempre eclettico e curioso, senza mai dimenticare la stella polare della graffiti art.

L’icona realizzata da Sirelli, “Santa Maria della Strada”, è gentile e musicale, mostra il suo cuore al passante e accoglie il giovane che da lì passa per caso distratto dalla vita. Non è dissimile nella sua gioiosa costruzione iconografica dalle canoniche rappresentazioni dell’Immacolato cuore di Maria, anche se qui manca la spada a trafiggerne, appunto, il cuore, facendosi più simile forse a una rappresentazione della Conturbazione, il primo momento dell’Annunciazione, quello in cui Maria riceve il saluto dell’arcangelo. Sullo sfondo, riprendendo esempi altomedievali proprio relativi all’annuncio, troviamo, scomposta, l’Ave Maria che da litania acquista ora un ritmo urbano.

L’Opera maestra è frutto di un progetto nato nel 2017 sul palco delle Officine Limone del Teatro Stabile di Torino, in cui venne chiesto all’artista in occasione della messa in scena della “Tosca” rivista in chiave contemporanea da Mario Acampa, di realizzare dal vivo e durante la pièce un’opera rappresentativa della Madonna. Sirelli quindi, come una scenografia vivente, realizzò questo simbolo dal vivo tra i canti di amore libero ma anche passionale e tormentato fra la giovane Tosca e il suo amato Cavaradossi. Un seme pittorico che germoglierà solo dopo quattro anni, ovvero nel 2021 anno in cui l’opera verrà completata, dopo un anno esatto dalla fine del ciclo di cure della malattia che colpisce Massimo Sirelli che si trova come scrive il curatore Morelli “[…] improvvisamente solo di fronte alla propria fragilità, e si scopre, anche lui, perso.

Smarrito, egli come un uomo antico invece di disperare ha pregato invocando Dio, che ha risposto attraverso Maria che si mostra all’artista e, attraverso l’artista, a noi in una nuova placida e intima immediatezza. Accadono così, credo, i miracoli, le apparizioni e le manifestazioni mistiche: in un umile silenzio indistinguibile dalla banalità del quotidiano”. Il percorso espositivo seguirà un viaggio lungo due tappe. Nella Chiesa del San Giovanni sarà possibile visitare in mostra l’opera maestra “Oh Lady Mary” di grande dimensione 140×200 cm. Al Museo Marca, presso la sala della collezione permanente, sarà invece possibile visitare un altro dipinto su tela di “Oh Lady Mary”, di più piccolo formato 100×100, insieme ai bozzetti preparatori della stessa.

Quello di “Santa Maria della Strada” è un progetto a cura della Fondazione Rocco Guglielmo realizzata grazie al sostegno della Curia, del Vescovo di Catanzaro Maniago e di Don Francesco Brancaccio della Chiesa del San Giovanni, la cui cappella ospiterà la Madonna dell’artista. Massimo Sirelli– Biografia Massimo Sirelli è un’artista italiano. Art e creative director: curioso, eclettico e poliedrico. Il suo approccio alle arti visive avviene in adolescenza tramite la graffiti art. Attraverso la prospettiva della strada impara a filtrare i linguaggi metropolitani: le scritte, la pubblicità, gli arredi urbani, i mezzi pubblici e i rifiuti, tutto diviene per lui ambiente di ricerca ed sperimentazione. Diplomatosi nel 2003 allo IED di Torino nel dipartimento di Digital e Virtual Design, per alcuni anni collabora come freelance con diverse agenzie di comunicazione, lavorando su noti marchi nazionali ed internazionali (Alpitour, Rai, Coca Cola, Ferrero, Seven, Fiat, Iveco etc.). Nel 2006 apre lo studio creativo Dimomedia e i suoi lavori iniziano ad essere pubblicati su alcuni dei più importanti libri di grafica e web design al mondo (Taschen, Gestalten, PepinPress). È docente di Tecniche di presentazione e Portfolio presso lo IED di Torino e di Como.

Nel 2013 Sirelli lancia il progetto AdottaunRobot.com, la prima Casa Adozioni di Robot da compagnia al mondo. Robottini Orfani del progresso industriale e del consumismo sfrenato, trovano il loro cuore e la loro anima attraverso l’opera e la ricerca dell’artista, che li assembla e cerca di dar loro una nuova “Famiglia”. Le sue opere hanno ispirato noti marchi della moda e del prodotto: Cirio, Amarelli, Jadise, con cui ha realizzato capsule in limited edition. È ambassador di Airc e collabora con la Onlus Insuperabili, ed è founder del progetto “La mia Calabria è bellissima”.