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Il sogno di un museo della seta catanzarese per celebrare la preziosa arte del capoluogo

Se n’è parlato questa mattina presso la Congrega del SS. Rosario. Esposte per l’occasione due preziose stoffe di seta

Quello di dar luce ad un museo della seta è un sogno custodito nel cuore di tanti catanzaresi, in quello di semplici cittadini che amano la città, la sua cultura, le sue tradizioni, i suoi luoghi più rappresentativi e in quello degli appassionati della nobile e gloriosa arte tessile del capoluogo catanzarese, per i quali è importante tracciare una strada che possa condurre alla sua realizzazione.

L’iniziativa, promossa in occasione della festa della Madonna del Santo Rosario di Pompei, presso la Congrega dell’Arciconfraternita del Santissimo Rosario, si inserisce proprio in questo ambizioso progetto. Nei locali della Congrega, ristrutturati grazie al contributo dell’Arciconfraternita, della Camera di Commercio e della Guardia di Finanza, la quale ha investito propri fondi per il suo recupero definitivo, questa mattina, sono state esposte alcune preziose stoffe di seta catanzarese, due di colore giallo e rosso, di proprietà della professoressa Maria Adele Teti, risalenti alla seconda metà del 600’ e una in seta cremisi con delle preziose decorazioni, di proprietà del professor Sandro Scumaci.

Grazie all’intervento della professoressa  Teti e del Professore Scumaci è stato possibile ripercorrere le tappe del restauro della Congrega che, senza gli interventi apportati in questi ultimi anni, sarebbe rimasta nel suo stato di degrado e abbandono: “Questo è per la città un edificio prezioso ricco di storia e arte – ha spiegato Scumaci – ci sono stucchi, decori e affreschi incantevoli che sarebbe stato un peccato perdere e che è un peccato non far conoscere a tutta la città. I drappi di seta che possiamo ammirare oggi rendono questo contesto ancora più attraente, questi drappi sono una testimonianza del passato che oggi la città non è riuscita ancora a celebrare con un museo della seta – ha proseguito –  l’Arciconfraternita del Rosario punta da sempre a fondare il Complesso Monumentale del Santissimo Rosario di Catanzaro che di per sé già esiste ma non è ufficializzato. Abbiamo il Convento, la Chiesa, la Congrega e una pizza dove affacciano tanti palazzi nobiliari. Con il Complesso Monumentale potremmo avere un punto di riferimento dal punto di vista culturale, artistico e turistico, non solo della seta ma anche di diversi manufatti come argenteria e libri.” Proprio così, perché la città custodisce tanti tesori ancora nascosti che aspettano solo di uscire alla luce, di essere conosciuti, di diventare attrazione per i cittadini e gli amanti dell’arte.

“Ho promosso questa giornata prima di tutto per far conoscere alla città un bene di cui si sa poco e per spingere i catanzaresi ad amare di più la città, a valorizzarne le sue opere d’arte che sono tante e spesso ignorate – ha precisato nel suo intervento la professoressa Teti – Personalmente sono disponibile a dare il mio contributo, certo non sarò la sola a poter sostenere questo progetto di crescita, in tanti potranno farlo. E’ ammirevole l’opera dell’Arciconfraternita e della Guardia di Finanza, quest’ultima si è impegnata concretamente a fare gli ultimi restauri e rendere agibile questo meraviglioso posto. La giornata di oggi deve essere di buon augurio per tutti, soprattutto per i giovani che amano la città e si devono imporre verso le autorità cittadine affinchè tutte le sue opere d’arte vengano valorizzate, soprattutto quelle opere relative all’arte della seta – ha concluso –  Quello di oggi è il primo passo verso una mostra permanete e poi verso la realizzazione di un museo della seta, perché non si comprende ancora come mai il nostro glorioso passato di artisti della seta debba essere dimenticato, quando nei bauli di tante famiglie catanzaresi ci sono drappi preziosi che attendono solo di essere esposti. Mi chiedo: la prima cosa che dovrebbe vedere una persona venendo a Catanzaro è o non è il museo della Seta?”