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“Sistema culturale cittadino rischia annientamento. Candidati sindaco non stiano in silenzio”

L'appello del critico d'arte Stefano Morelli che fa in particolare riferimento alla vicenda del Complesso San Giovanni

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Molti anni fa – scrive il critico d’arte Stefano Morelli – per una ricerca da sviluppare per l’università, presi a frequentare l’Archivio di Stato di Catanzaro imbattendomi per caso in un fascicoletto folgorante. Parte della miscellanea del fondo del Gabinetto di Prefettura, risaliva alla metà degli anni trenta, contenendo tre fogli: una lettera del preside del convitto Galluppi indirizzata al capo della sezione locale del Partito Fascista, con cui si protestava perché ad una parata studentesca, secondo le direttive ricevute dallo stesso, sarebbero stati autorizzati a partecipare solo gli studenti inquadrati nel partito, i piccoli balilla e i figli della lupa per intenderci; una seconda, in risposta alla prima, in cui il fascista reiterava il divieto; e in fine un terzo foglio, esaltante nella sua immediatezza, un rapporto redatto dai carabinieri in merito ai tafferugli scoppiati durante la stessa parata, con gli studenti esclusi che, sorprendo in un agguato i compagni in “camicetta nera” all’altezza di scesa baracche, li disperdevano con una sassaiola. 

Mi torna in mente e mi segue assillandomi questo episodio di una storia mai scritta in occasione di questa campagna elettorale cittadina fatta, mi sembra, soprattutto di grandi e piccole meschinità. Mi riprometto di ritrovarlo al più presto quel fascicolo.

Io, da parte mia, è questo che auguro alla città al termine della campagna elettorale: una opposizione forte, spontanea e infantile al potere, sul modello dell’azione di quei ragazzini e di quel maestro. Nel nome dimenticato di quei ragazzi e di quel preside.

Qualche giorno fa su suo invito ho incontrato prof. Nicola Fiorita , a cui ho ripetuto lo stesso di quanto detto pubblicamente al prof. Valerio Donato : il sistema culturale cittadino, quel che sopravvive nonostante tutto, nonostante la politica, rischia di essere annientato.

Sul Complesso Monumentale del San Giovanni, pende, irrisolta, la questione della proprietá e, a cascata, della legittimità di tutte le convenzioni stipulate; dei musei provinciali, che addirittura erano stati inseriti, insieme alle opere d’arte, nel computo delle alienazioni dall’ente proprietario, è a rischio la stessa sopravvivenza. 

Mi si obbietta che la provincia è un ente terzo, e che nessuno dei due si candiderà a guidarlo. Si dimentica però che Catanzaro è suo capoluogo, che il patrimonio artistico della provincia è il patrimonio storico della città.

Farebbe scandalo il silenzio dei candidati se non fosse preceduto da quello di tutta la città e, ancora prima, da quello dei dipendenti dell’amministrazione provinciale stessa”.

Silenzio che, come al solito nella nostra storia, con la sola eccezione mi sembra di quella banda di ragazzini ribelli di tanti anni fa, fa di noi non semplici vittime, ma complici indifferenti. Con o senza la “camicetta nera”.

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