Un viaggio in 3D che ripercorre oltre un secolo di memoria nel quartiere Pontegrande di Catanzaro

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Realizzato da Francesco Angotti, giovane catanzarese appassionato d’arte e in modo particolare dell’arte presepiale, il nuovo plastico nasce dal desiderio di far rivivere una storia che è patrimonio della comunità di Pontegrande e di tutta la città.

E sarà proprio all’interno della chiesa Maria Immacolata di Pontegrande che i visitatori potranno ammirarlo, durante i solenni festeggiamenti dal 28 agosto al 6 settembre 2026, con il culmine sabato 5 e domenica 6 settembre 2026 nelle 3 processioni e negli spettacoli serali che animeranno il quartiere.

Generico agosto 2026

Per Francesco quel racconto ha radici profonde. Fin da piccolo la sua famiglia lo ha accompagnato a Pontegrande e gli ha trasmesso la storia e la devozione della statua: chi l’aveva voluta, come era nata e quanta fatica era costata portarla nell’ allora villaggio di Pontegrande. Da quei ricordi familiari è nata in lui una passione che oggi si trasforma in arte.

Dipingere, realizzare quadri, modellini e qualsiasi cosa in miniatura è per lui un modo per dare forma alla bellezza e alla memoria. Con gli anni ha unito la pittura presepiale alla creazione di opere in piccolo formato, dove ogni dettaglio parla di cura, dedizione e amore per la tradizione.

Con questo lavoro la sua fantasia prende corpo e diventa tridimensionale. Un plastico che non è solo esposizione, ma racconto. Un viaggio in 3D che ripercorre, tappa dopo tappa, tutte le fasi della storia centenaria della statua.

Generico agosto 2026

La narrazione parte dal 1893, quando Salvatore Criscuolo arrivò a Pontegrande dalla natìa Amalfi. Uomo di grande generosità, correttezza e rettitudine, Criscuolo si integrò subito nella comunità. All’epoca Pontegrande era poco più di un villaggio immerso tra vigneti e uliveti, con poche case e la cappella “Maria Immacolata”.

Fu proprio Criscuolo a proporre al parroco don Giuseppe Mazzuca di donare alla comunità una statua della Madonna. Per realizzarla si rivolse ai fratelli Riccio di Napoli, noti scultori del legno. Mancava però il tronco giusto.

Qui entra in scena il gesto dei fratelli Canino del quartiere Jano’ di Catanzaro. Setacciarono il bosco “I Comuni”, trovarono il tronco adatto, lo tagliarono e lo portarono a spalla fino a Pontegrande. Da lì il legno partì per Napoli, dove i fratelli Riccio lo lavorarono con maestria.

Nel 1898 la maestosa Statua, alta circa due metri, fece finalmente ritorno a Pontegrande.
Si tratta di una Madonna Odighitria: Maria che, con la mano, indica Gesù e mostra la via da percorrere. Il volto di Maria e del Bambino Gesù trasmette una dolcezza unica, che da allora accompagna la vita della comunità.

Nel plastico di Francesco ogni passaggio trova spazio: dall’idea di Criscuolo, al viaggio nel bosco, alla spedizione a Napoli, fino all’arrivo solenne della statua nel villaggio.

I Pontegrandesi accolsero da subito Maria SS. delle Grazie come Regina e Patrona, e da allora la festeggiano con solenni celebrazioni ogni prima domenica di settembre. Una tradizione viva da oltre un secolo.

“Ho voluto raccontare con le mie mani e con la mia fantasia una storia che mi è stata tramandata in famiglia” dice Francesco. “Oggi attraverso i quadri, i presepi e questo plastico cerco di restituire alla comunità la stessa attenzione per la nostra storia”.

E così, grazie all’arte e alla passione di un giovane artista, la memoria si fa forma. In miniatura, in tridimensione, per ricordare una storia che unisce generazioni.

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