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Libri: premiato anche all’Isola dell’Elba, “Pergolesi anima scurdata opera buffa” di Maria Primerano

Ancora riconoscimenti per la scrittrice e cardiologa catanzarese

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    Ancora premi per Pergolesi anima scurdata opera buffa, Helicon Edizioni, testo della scrittrice cardiologa catanzarese Maria Primerano, che risulta Menzione d’onore al Premio letterario internazionale Ascoltando i silenzi del mare a Portoferraio, Livorno – Isola d’Elba, riconoscimento che sarà conferito nella cerimonia di premiazione che si terrà al Centro culturale De Laugier di Portoferraio. 

    Continua, dunque, ad affermarsi questo testo sulla figura del grande musicista del Settecento, Giovambattista Pergolesi, maestro dell’opera buffa, fisicamente uno sgorbio, piccolo di corporatura e per di più claudicante, con una gamba più magra e più corta dell’altra. Ma l’amore è cieco e la musica poi, fatta da cotanto personaggio, allestiva la sua seducente parte, sicché si innamorò perdutamente di lui un’aristocratica.  Di costei, invece, non è dato sapere se fosse bella o brutta. Se ne conosce la provenienza, calabrese, e solo il nome, Maria Spinelli. 

    Prese inizio, così, una storia d’amore tra il musicista e la marchesina, una storia tormentata che si inserisce nella migliore delle tradizioni calabresi e che intreccia il passato di una nobile famiglia diffusa sul territorio per le numerose ramificazioni con quello di un genio rinomato e riconosciuto della musica. 

    La provenienza della ragazza era la famiglia dei Principi Spinelli, secondo alcuni il ramo di Scalea, secondo altri il ramo di Cariati, ma forse, più probabilmente, il ramo è quello degli Spinelli Barrile, marchesi di Fuscaldo. E forse proprio per lei il Pergolesi scrisse il suo celeberrimo Stabat Mater. 

    Ma nel libro, oltre la storia d’amore tra il maestro e l’allieva, c’è tutta una tessitura letteraria ricercata che riporta alla Napoli sotterranea. Quella delle aneme scurdate, ossia dimenticate, che aspettano di essere adottate per proteggere dall’aldilà chi le avrà adottate. 

    Pergolesi, affetto da tubercolosi, l’anima scurdata del libro, infatti, finì di vivere ad appena ventisei anni, il 16 marzo 1736. Per il funerale, essendo morto poverissimo, si dovettero vendere le sue masserizie e il suo corpo venne gettato in una fossa comune nella cattedrale di Pozzuoli. 

    Un libro misterioso, dunque, già primo classificato al Premio letterario La ginestra di Firenze, Premio Musica e Misteri Premio letterario internazionale di Sarzana in Liguria, Premio Casentino Arezzo, Premio Terme Gregoriane Tivoli, Premio culturalmente Toscana e dintorni Premio Le Muse Massa Carrara, Premio Alda Merini Imola. 

    Un testo che affascina certamente per la storia trattata, molto curato dal punto di vista linguistico, che avvince per l’originalità e la creatività dell’autrice e per il quale viene scomodata anche la poesia di Eduardo De Filippo.

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