La Calabria e il tema dell’integrazione sul grande schermo con Beppe Fiorello

In corso a Lamezia e in provincia le riprese dell'opera prima di Mario Vitale "L'afide e la formica"

Il territorio catanzarese sempre più location di set cinematografici. Dopo Gli anni belli”, in queste settimane sono in corso anche le riprese de “L’afide e la formica”, l’opera prima del regista calabrese Mario Vitale che ha scelto Lamezia e la provincia di Catanzaro per il suo esordio nel lungometraggio sostenuto da Mibac, Calabria Film Commission e Rai Cinema. Oggi pomeriggio il regista presenterà il film al T Hotel, alle ore 17. 30, insieme al protagonista Beppe Fiorello e gli altri interpreti Cristina Parku e Alessio Praticò. Nel cast anche Valentina Lodovini. Una produzione che porta la firma del catanzarese Luca Marino che con la sua Indaco in pochi anni è riuscito a conquistare un palmarés di tutto rispetto con due David di Donatello per i migliori corti “Bismillah” di Alessandro Grande e “Inverno” di Giulio Mastromauro. Tra un ciak e l’altro, tutta la squadra ha avuto modo anche di stringere amicizia condividendo dei momenti conviviali attorno allo stesso tavolo, come dimostra la foto tratta dai social.

Generico ottobre 2020
Foto Ansa.it

“La Calabria vive un fermento molto importante dal punto di vista cinematografico e si sta avviando ad una nuova vita”, ha commentato Beppe Fiorello rimarcando come su questa regione “si possono raccontare storie di altro genere e non solo ‘ndranghetistico”. Per lui si tratta di un salto importante dal piccolo al grande schermo e a conquistarlo è stata “una bella sceneggiatura, strutturata bene con uno stile ed una grande personalità e il giusto dosaggio tra dolcezza e determinazione”.

“L’afide e la formica” racconta la determinazione e la vitalità di un’adolescente musulmana che contagia un ex maratoneta calabrese, il quale decide di allenarla per farle vincere la sua corsa più importante, quella della vita. La scommessa del regista – che con il corto “Prenditi cura di me” è rientrato nella selezione ufficiale dei David e dei Nastri d’argento – è quella di mostrare una Calabria diversa, lontana dagli stereotipi che troppo spesso la caratterizzano.

Generico ottobre 2020

“Partendo da un contesto reale e da avvenimenti che ogni giorno balzano alle cronache nazionali – afferma il regista – ho cercato di sviluppare una storia che toccasse temi ancora troppo poco esplorati, soprattutto in ambito cinematografico, come l’integrazione e l’identità. Ho scelto di puntare il focus sulle nuove generazioni di calabresi, gli immigrati di seconda generazione, che hanno assunto una rilevanza sempre maggiore da un punto di vista demografico, ma anche economico e occupazionale, cercando di interpretare il fenomeno come momento di crescita, non soltanto sociale o culturale, ma anche e soprattutto umano”.

Il tema dell’integrazione e dello scambio culturale visto non dal punto di vista della denuncia sociale, ma piuttosto dal lato più emotivo e sentimentale: “Prendendo come esempio film che trattano tematiche per ragazzi – sottolinea Vitale – e che trovano ampio spazio all’interno di una cinematografia dal respiro più europeo, ho provato a raccontare l’affascinante universo di un’adolescente immigrata, in maniera schietta, diretta e sincera”.