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Coronavirus, sindacato: “Emergenza al Pugliese non ci sono mascherine”

"Non abbiamo mascherine non ci sentiamo tutelati a lavoro"

I destinatari sono il Commissario della Sanità, il direttore Sanitario dell’Azienda, e del Presidio. Al centro della richiesta di convocazione della sigla sindacale Fsi-Usae, quella che sembra essere diventata la vera emergenza Cronavirus a Catanzaro: il Pugliese ed i suoi sanitari a rischio, alcuni dei quali già contagiati ed in isolamento domiciliare come i dipendenti di nefrologia.

“Non abbiamo mascherine – dichiara Vito Mellace, segretario del sindacato – e non ci sentiamo tutelati a lavoro. Abbiamo bisogno dell’aiuto del presidente della Regione Jole Santelli

Per questo motivo si chiede la “convocazione urgente in merito all’emergenza sanitaria per conoscere: le istruzioni operative e/o eventuali procedure/protocolli che l’azienda ha messo in atto per la gestione dell’emergenza”. Così la nota. Ma cosa sta succedendo? Chiaramente succede quello che è chiaro in tutta Italia, scarseggiano le protezioni per infermieri e medici che sono sempre più a contatto con pazienti e sempre più a rischio. Ma non è Catanzaro un caso anomalo. La Lombardia, il Veneto, Milano sono nella stessa situazione. Complice l’incetta fatta, inopinatamente e inopportunamente anche dai cittadini, di quei presidi medici necessari che oggi servirebbero nelle corsie.

L’Organizzazione mondiale della Sanità per la pandemia stabilisce che non servono le mascherine, ma stare a distanza e usare disinfettanti. Intanto in Calabria con i casi di Catanzaro e di Reggio Calabria, ieri sera, salgono per il momento da 89 a 99. Attendiamo il bollettino ufficiale della Regione che arriverà nel pomeriggio.

C.V.