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Calabresi di rientro. C’è il Piano di Spirlì sollecitato da Invernizzi

È la proposta del vicepresidente di Giunta a Jole Santelli che non ha ancora risposto in via ufficiale

Ha trovato immediata soddisfazione la preoccupazione del segretario regionale della Lega, Cristian Invernizzi, sulla mancata assistenza ai “calabresi che potrebbero trovarsi in difficoltà economiche o logistiche” in seguito alla doppia interdizione al rientro in regione per via delle successive ordinanze della presidente Santelli e dei due ministri Speranza e Lamorgese. Invernizzi lamentava, ieri, a fronte dell’ordinanza di chiusura dei confini regionali emanata da Santelli, l’assenza della “pianificazione di un meccanismo di supporto”, e comunicava il passo che da lì a poco avrebbe compiuto il suo rappresentante nella giunta calabrese, l’assessore alla Sicurezza nonché vicepresidente Nino Spirlì.

Tempo neanche 24 ore ed ecco il piano, bello e pronto, su carta intestata della Regione Calabria, avente per oggetto: Piano di gestione e coordinamento dei cittadini calabresi residenti e/o domiciliati nelle regioni più colpite dal virus Covid -19, e che si può trovare riportato integralmente sui profili social di Spirlì e di Lega Calabria: non sul portale della Regione Calabria. Evidentemente, siamo ancora a livello di proposta, presentata a Santelli e in attesa di placet, se mai dovesse arrivare.

In soldoni, il piano prevede l’apertura di una mail e di un numero di telefono dedicati ai quali i calabresi in difficoltà possono rivolgersi per illustrare le loro particolari necessità economiche o logistiche. Sarà cura di un apposito Nucleo speciale farsi da tramite con le autorità preposte perché valutino le particolari esigenze, caso per caso, e attuino le adeguate misure di sostegno.

La pubblicazione del piano è corredata da una breve presentazione che riportiamo:

“Dopo la strumentalizzazione della proposta, distorta “ad hoc” da qualche testata, decidiamo di pubblicare l’indirizzo politico inviato stamattina alla Presidente. La quale è libera di fare tutte le riflessioni del caso. Il nostro obiettivo è evitare l’esodo ma non abbondonare nessuno e gestire i singoli casi! Preghiamo, coloro che sono in buona fede, di diffonderlo, specie a coloro che leggono i titoli e non leggono la sostanza delle iniziative”.

Non sappiamo se questa testata rientri tra quelle che avrebbero strumentalizzato la proposta. Certo ci sentiamo in buona fede e diffondiamo. Anche perché, a giudizio modestissimo di chi scrive, la proposta è sensata e degna, nei termini descritti, di essere adottata ed attuata.

I tagli indiscriminati, lineari, senza guardare al singolo caso, non sono mai una bella cosa, soprattutto quando dettati dalla fretta o, peggio ancora, dalla paura. D’altra parte, è lo stesso vizio che ha portato, negli anni, allo sfacelo della sanità pubblica del quale oggi si accorgono tutti, ma del quale i calabresi hanno sperimentato gli effetti nefasti ben prima dell’avanzare del coronavirus. Tra l’altro, la chiusura indiscriminata non accompagnata dal giusto discernimento del singolo caso fa a pugni con la barbosa retorica dei “cervelli in fuga” di cui si sono riempiti polmoni, faringe e bocca molti di coloro che oggi gridano al barbaro invasore e presunto untore. Peccato che costui parli con lo stesso accento e sia componente essenziale di quel volitivo genio calabrese sparso per il mondo di cui fino a un mese fa andavamo, tutti, giustamente, orgogliosi.

foto di repertorio riferita all’esodo dell’8 marzo