Il Coronavirus non ferma i sogni, Paola e la sua laurea “telematica”

Giovane catanzarese tra le prime a conseguire il titolo accademico secondo le modalità dettate dall'emergenza

Il bouquet e la ghirlanda sono fatti con i fiori e l’alloro del giardino. Il vestito è adattato per il “grande” giorno. Quello delle emozioni. Degli applausi. Della proclamazione in pompa magna. Degli abbracci. E della festa. Con gli amici e i parenti.

completare gli studi, in piena emergenza sanitaria, significa dover raccogliere i fiori dal giardino e confezionarli alla meglio…

Ai tempi del coronavirus, tutto cambia. Baci, abbracci e festa sono rimandati. Perché completare gli studi, in piena emergenza sanitaria, significa dover raccogliere i fiori dal giardino e confezionarli alla meglio. Significa dover dotare mamma e papà di pc e insegnare loro che le emozioni corrono, anche, via web. Significa dover rivedere quel sogno di ragazzina che, da adolescente, immaginava il giorno della laurea come uno dei più festosi della sua vita. Significa dover dimostrare, in un colpo solo, di essere cresciuti. Consapevoli che i sogni si realizzano ma, a volte, non esattamente come desideravamo.
Paola Rotundo si è laureata ieri. Seduti davanti al pc, nella sua stanzetta. Nella camera accanto i genitori e le sorelle collegati ad un altro pc.
Dall’altra parte la commissione, ogni membro collegato da casa.  Il Dipartimento di Chimica dell’Unical proclama, così, i suoi primi laureati in modalità telematica. Paola discute la sua tesi sperimentale in chimica analitica dal titolo “Capacità sequestrante di coordinati all’ ossigeno nei confronti di ioni nichel(II)”.
Paola è felice. Si dice addirittura fortunata. Perché è riuscita a finire lo studio sperimentale prima del decreto di chiusura del suo ateneo.
Durante il periodo di quarantena – ci racconta – ho finito di scrivere la tesi e fare ultime ricerche supportata dalla relatrice”.
Ieri, nonostante tutto, Paola e la sua famiglia hanno vissuto l’emozione di un traguardo raggiunto con impegno e sacrificio: “È stato un momento emozionante; certo, rispetto ad una seduta tradizionale, c’era in più il timore che ci fossero problemi di linea. Ma è andato tutto bene. Mi sarebbe piaciuto condividere questo momento insieme ai colleghi, che mi hanno accompagnato in questo percorso, ma comunque mi sono stati vicino seguendo la discussione e facendomi sentire il loro affetto con telefonate e messaggi”.