“E’ necessario non erogare le altre prestazioni ospedaliere? Per quanto tempo?”

Un lettore: in città con molti più contagiati, questo non avviene

Riceviamo e pubblichiamo lettera-segnalazione di un nostro lettore. 

E’ dal 12 marzo scorso che le due strutture sanitarie di eccellenza presenti in Catanzaro e cioè l’ospedale Pugliese – Ciaccio ed il policlinico Mater Domini hanno sospeso ogni attività di cura e diagnostica ordinarie garantendo solo le prestazioni di urgenza; in sostanza vengono garantite, oltre alla cura ed al ricovero dei pazienti affetti da corona virus, solo le prestazioni e cure non rinviabili, quali quelle oncologiche, cardiache di urgenza etc.; analoga situazione per un certo periodo si è verificata negli ambulatori dell’azienda sanitaria provinciale ma, per quanto ne so, è poi cessata.

Un blocco così vasto delle prestazioni sanitarie mi sembra, almeno da quanto si apprende dalle varie interviste in televisione, che sia una prerogativa della nostra città poiché in altre realtà territoriali, anche con una situazione di contagio più grave della nostra, gli ospedali funzionano quasi regolarmente e con le doverose cautele per garantire dal contagio operatori sanitari e pazienti.
Mi rendo conto che di fronte ad una situazione di emergenza possa essere sembrato inevitabile, a tutela della salute pubblica, adottare provvedimenti estremamente rigidi; ma anche le normali prestazioni ospedaliere attengono alla salute pubblica, per cui forse sarebbe stato opportuno un bilanciamento delle due esigenze, atteso che non è concepibile salvaguardare la salute dei cittadini in relazione al corona virus ma poi omettere le doverose prestazioni per tutte le altre patologie che nell’immediatezza non costituiscono grave pericolo per la vita dei soggetti che ne sono affetti ma possono senza dubbio aggravarsi nel breve o brevissimo periodo.
E ciò ove si consideri, per come già detto, che in altre realtà territoriali si è riusciti a contemperare le due esigenze e che, fino a ieri, nel Pugliese Ciaccio, vi erano solo 33 pazienti ricoverati per il covid 19.

Desidero precisare due aspetti: le mie perplessità non riguardano il personale medico e sanitario, del quale è noto l’impegno ed il sacrificio anche in questi giorni bui e che rischia la vita per curare i pazienti; personale che ringrazio di cuore per tutto ciò che ha fatto e farà in futuro, ritenendo di esprimere il sentimento dell’intera città; le mie osservazioni, poi, sono ovviamente di natura empirica e non sorrette da una particolare competenza in materia per cui possono essere del tutto infondate ove mi venisse data una convincente spiegazione.
Ed ora, egregio Direttore, vengo alla domanda:
era proprio necessario bloccare tutto il 12 marzo e, soprattutto, è oggi necessario non erogare le altre prestazioni ospedaliere ( quali ad esempio interventi oculistici, maxillofacciali etc.) e per quanto tempo ancora?
A Lei l’ardua risposta.

Avvocato Raffaele Fioresta