Coronavirus, Rsa Chiaravalle: Avvocato Talerico chiede dimissioni di Belcastro

Antonello Talerico: "Il Presidente rimuova il dirigente se non vuole incorrere oltre che nella già grave responsabilità politica, in responsabilità civile e penale"

“Plurimi e gravi errori commessi” nella vicenda della clinica “Domus Aurea” di Chiaravalle che “impongono la rimozione del Dirigente del Dipartimento della tutela della salute”. Lo scrive l’avvocato Antonello Talerico che, in una nota molto circostanziata, evidenzia i cinque errori commessi dai vertici del succitato dipartimento della Regione Calabria. “Iniziale errata individuazione della struttura che avrebbe dovuto accogliere i circa 45 degenti della RSA. Ed invero, il dottor Belcastro – scrive Talerico – aveva indicato l’Ospedale Civile di Lamezia Terme, poi rivelatosi inidoneo: per assenza dell’U.O. di Malattie infettive; per la totale assenza di percorsi dedicati ai malati covid; per la presenza di una sola macchina tac; per l’assenza di barelle di biocontenimento; per l’assenza dei DPI; per carenza di personale. Com’è possibile – si chiede il legale – che il vertice della sanità calabrese non conoscesse le condizioni della struttura sanitaria di Lamezia Terme ed il contenuto di una nota emanata dal Presidente Santelli, qualche giorno prima, che escludeva dalla gestione dei covid proprio gli spoke, ovvero ospedali come quelli di Lamezia Terme?”.

Come secondo errore ci sarebbe il “mancato supporto per assistenza sanitaria ai pazienti della clinica, nonostante il responsabile della RSA – prosegue Talerico – avesse comunicato al Dipartimento, ed a tutti le autorità sanitarie competenti, la riduzione dei propri dipendenti (perché taluni positivi al covid, talaltri posti in quarantena e, taluni non più presentatisi sul luogo di lavoro) a soli 5 unità operative, quindi negando la Regione ogni forma di assistenza sanitaria ed omettendo un atto del proprio ufficio, esponendo, così, a grave pericolo sanitario plurime persone”.

Tre: “Ritardato trasferimento dei pazienti presso il Policlinico di Germaneto, da imputarsi al fatto che la struttura universitaria non avesse ancora (nonostante fosse stata dichiarata cosa contraria) allestito gli ulteriori posti letto, nonostante si fosse già in piena emergenza. L’attivazione dei posti letto utili per i pazienti della clinica di Chiaravalle è avvenuta soltanto con provvedimento del Dipartimento tutela della salute avente protocollo 124716 datato 01.04.2020 (adottato solo dopo una settimana dal focolaio esploso dal 25.03.2020) e, dopo plurime sollecitazioni provenienti da alcuni autorità pubbliche e dai legali della RSA”.

Secondo l’avvocato, la quarta manchevolezza è riscontrabile nel “ritardato ed inidoneo trasporto dei 45 pazienti presso il Policlinico. I pazienti – prosegue – sono stati trasferiti senza far intervenire la protezione civile (e/o il corpo militare) che avrebbero potuto trasportare i malati covid in poche ore, anziché impiegare ben due giorni, nonostante gravi condizioni di salute dei medesimi richiedessero un trasferimento urgente”. Infine, “il trasferimento dei vari pazienti sarebbe avvenuto senza procedere ad alcuna valutazione circa le effettive condizioni di salute dei singoli degenti e delle priorità del singolo caso, ravvisandosi, quindi, nel metodo e nei tempi la più totale improvvisazione ed esponendo i malati covid ad esito fatale”.

Sottolineando che “gli errori, sopra commessi, evidenziano una assoluta e totale incapacità gestionale-organizzativa del dipartimento della tutela della salute della Regione Calabria, tale da poter implicare gravi responsabilità anche in sede penale, oltre che in sede civile”, l’avvocato Talerico aggiunge che tra i disservizi registrati nell’ultimo mese da parte del coordinamento creato dalla Regione Calabria per la gestione dell’emergenza sanitaria da covid-19, ci sarebbe anche “la mancata attuazione dei protocolli per l’assistenza dei malati covid in isolamento domiciliare (circa 500 persone abbandonate a sé stesse) ed il mancato totale screening/tampone per il personale sanitario e per tutti i soggetti ospedalizzati/ricoverati in strutture pubbliche e private (che se attuato in tempo utile avrebbero impedito la “strage” degli anziani di Chiaravalle)”.

Ecco perché, conclude la nota di Talerico, “in un quadro cotanto disastroso si impone la rimozione del Dirigente del Dipartimento della tutela della salute, salvo non voler incorrere anche il Presidente della Regione Calabria, oltre nella già grave responsabilità politica per la conferma del vertice sanitario, in responsabilità civile e penale per i plurimi ed aggravati errori sopra denunciati e, per quelli che verranno ancora commessi in ragione della mancata attuazione dei punti sopra illustrati”.