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Colao manager catanzarese Task Force fase due Coronavirus: “Numeri distanti, servono risposte diverse dove ci sono meno casi”

In un'intervista al Corriere della Sera ipotizza in caso di una possibile recrudescenza dell’epidemia dopo le prime riaperture una gestione non più nazionale ma locale dell’emergenza

“Io ho mezza famiglia a Catanzaro e mezza a Brescia. I numeri dell’epidemia sono molto distanti; nel lungo termine non li si può gestire allo stesso modo. Dovremo rispondere diversamente, per non penalizzare le zone che hanno meno casi”. Così Vittorio Colao presidente della Task Force per la fase due dell’emergenza Coronavirus in una intervista al Corriere della Sera ipotizza in caso di una possibile recrudescenza dell’epidemia dopo le prime riaperture una gestione non più nazionale ma locale dell’emergenza.

“L’approccio– dice Colao – non dovrà essere nazionale e neppure regionale, ma microgeografico: occorre intervenire il più in fretta possibile, nella zona più piccola possibile. Abbiamo indicato al governo un processo. L’importante è che le misure siano tempestive; nella speranza che non siano necessarie L’importante è che l’Italia si doti di un sistema per condividere le informazioni”.
“La trasparenza – prosegue- sarà fondamentale. Se tanti lombardi e piemontesi vanno in Liguria, ogni Regione guarderà i suoi numeri, ma il ministero della Sanità dovrà guardare alle interrelazioni, per capire se il movimento crea focolai”.