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‘Tamponi a chi rientra in Calabria e perchè non ai residenti delle strutture sanitarie?’

L'appello è rivolto all'assessore regionale al Welfare Gianluca Gallo

Pubblichiamo a seguire l’intervento dell’associazione ‘I Quartieri’

‘Il rientro in Calabria dei tanti calabresi che hanno sopportato fino ad oggi un “confino” forzato fuori regione, ci sembra un atto di giustizia, nella misura in cui non possono esistere in eterno limiti di cittadinanza, sia pure in un momento in cui molte libertà sono state sospese per una crisi sanitaria di certo non prevedibile.
E’ per questo e per rispondere ad una richiesta di equità che il rientro in Calabria deve essere visto, ma soprattutto gestito con grande attenzione, mettendo da parte ogni tipo di polemica di stampo politico, quella che non serve a nessuno, garantendo a tutti i calabresi una procedura di attenzione e di garanzia.
L’annuncio dell’assessore regionale al Welfare, Gianluca Gallo che verranno disposti i tamponi per quanti rientreranno in Calabria è certamente un atto di responsabilità, che si impone alla politica regionale ed in genere a quanti gestiscono la cosa pubblica, di quella politica che non può e non deve scadere, su ogni argomento, nella polemica sterile ed inconcludente.
Questa responsabilità che tutti richiamano, deve però imporre anche all’assessore regionale al Welfare, non fosse altro per la competenza del suo dipartimento, le stesse garanzie sanitarie in tema di Covid-19 per le tante strutture socio-assistenziali e del Terzo Settore che unitamente a quelle socio-sanitarie – le tante RSA – vivono momenti di incertezza e di non risposta in tema di screening per l’emergenza sanitaria in atto.
Non ci rassicura assolutamente l’adozione di procedure discriminanti rispetto ad uno stesso problema. Non può esistere una misura, sia pure giusta, che attenzioni l’esercito dei 7 mila calabresi in rientro, quando altri calabresi, quelli nelle strutture sanitarie che fanno parte di quella popolazione a rischio Covid-19, sono di fatto dimenticati. Non ci rassicura perché se così fosse, l’annuncio dell’assessore Gallo scade immancabilmente nella propaganda politica.
Ma, non ci rassicura ulteriormente perché in tale ipotesi, sarebbe proprio un assessore della giunta regionale a decretare con le sue disposizioni una violazione dell’ordinanza n. 20 del 20 marzo 2020, emanata in via d’urgenza dal presidente Santelli. Quell’ordinanza che detta procedure stringenti ed immediate rispetto al rischio Covid-19 in tutte le strutture assistenziali e sanitarie della regione Calabria, che non possono essere ignorate da una politica che si vuole definire responsabile’.