Tra i negozi per bambini, i primi a riaprire. ‘Si va sempre di più verso la normalità’

Il messaggio di fiducia nonostante le difficoltà arriva dai commercianti del settore, i primi ad aprire lo scorso 13 aprile, in pieno lockdown

“Sono una stakanovista. E sono stata la prima ad aprire quel primo giorno, il 13 aprile, nel pomeriggio. E qualche cliente è venuto da subito. Io lo dico sempre: noi non vendiamo abiti, ma offriamo felicità. Quando i bambini indossano abitini così belli si vede la gioia loro e dei genitori’. A parlare è Rossella Nania, del negozio Nania per bambini in piazza Prefettura a Catanzaro.

Lei, loro, sono quelli della prima ora. Sono i commercianti che hanno alzato le saracinesche per primi, in guanti e mascherine, insieme a quelli delle librerie e delle cartolerie, tra le pochissime attività che hanno potuto riaprire a ridosso del primo decreto con cui l’Italia intera si è fermata. Non un punto. Un punto e virgola se mai. Ora tocca ripartire. E che cosa è successo nel ‘mentre’ lo raccontano proprio loro.
Si sono affacciate all’inizio poche persone ma col passare dei giorni e in particolare da ieri – prosegue Rossella Naniaho visto che c’era più gente che veniva a comprare e che verrà nei giorni successivi. Si va sempre di più verso la normalità’.
E’ un messaggio di fiducia quello che emerge dai commercianti che per primi sono ripartiti ormai da diverse settimane. I primi giorni del lockdown con le strade completamente deserte è stato difficilissimo, anche per loro. Sono stati gli apripista. C’è voluto coraggio.


Io sono solitamente positiva – prosegue la signora – e ritengo che il brutto è già passato. Ora noi dobbiamo affrontare le cose con positività. Anche dal male arrivano le opportunità. Abbiamo potuto valutare quante piccole grandi cose abbiamo e di cui a volte non ci accorgiamo. Finito questo periodo avremo l’opportunità di riaffacciarci alla vita, ricominciare a uscire, a comprare e a vedere quante cose belle ci sono nel mio negozio e negli altri’.
E’ l’Italia che sorride dietro la mascherina.

Sicuramente la situazione è cambiata ed è andata migliorando col passare dei giorni e delle settimane – racconta Elisabetta Sestito del negozio Primigi Storemi sento di condividere un messaggio di fiducia crescente verso una graduale ripresa che le nostre attività stanno vedendo.

Si nota nei clienti una disinvoltura, non un atteggiamento di panico, certo anche per il fatto che la nostra città rispetto a molte altre ha visto un certo contenimento del virus. A partire da giorno 4 poi posso dire di avere avuto l’impressione di una città ‘esplosa’ verso la ripartenza. Bene così e speriamo ad una ripresa sempre più sostenuta’.

Per i bambini, gli adolescenti,  tra le persone che stanno risentendo molto degli effetti della pandemia quindi l’attenzione dei commercianti del settore e iniziative speciali.

E’ la creatività che non si abbatte.Noi come negozio – racconta Anna Donato di Dea Junior su corso Mazzini – abbiano deciso, con una delle nostre aziende, di far divertire i bambini che ci vedono con queste mascherine e a volte hanno paura e non capiscono bene quello che è successo. Di sdrammatizzare portando qui in negozio tante mascherine che sono in arrivo, divertenti, colorate, adatte a loro. In triplo strato, con cinque filtri lavabili molto colorate, allegre, per farli sorridere, per far vedere loro che anche nelle difficoltà si possono trovare lati positivi. Anche in una vicenda come questa del virus, che non è sicuramente facile. Però uniti e con tanta buona volontà ce la possiamo fare.

Noi siamo aperti ormai dal 14 aprile e abbiamo cercato di mandare questo messaggio di incoraggiamento per i nostri clienti, i nostri bambini ma anche la città stessa per cercare di riprendere le nostre vite e la città, con tutte le nostre paure, le incertezze, ma certo dobbiamo farci forza e aiutarci a vicenda’.
Per qualcuno certo è più difficile, come per esempio per chi aveva avviato la propria attività solo qualche mese prima dello scoppio della pandemia e del successivo blocco di ogni attività.

Col franchising Charanga – spiega Manuela Rubino– avevamo inaugurato solo a dicembre. Davvero pochissimo prima dell’arrivo del Coronavirus. In banca non posso chiedere il bonus, perché avendo aperto a dicembre io non ho il fatturato al 2019, quindi il nostro caso è tra quelli difficili. Ma non perdiamo la voglia di fare’.

E poi c’è anche Angela Granato da Emporio 88, altro negozio per piccoli di fronte al convitto Galluppi, che vuole raccontare. Per lanciare un messaggio di speranza a chi ricomincia in questi giorni.

Dopo un inizio un po’ tragico’ pian piano le cose sono migliorate nettamente. Per questo sono certa che con la riapertura totale di tutte le attività le cose miglioreranno ancora’. Quindi più attività ripartono, probabilmente, più i cittadini riprendono a uscire e ad acquistare. Dalla scorsa settimana già un miglioramento. Anche l’amministrazione ci sta sostenendo, abbiamo un comitato di commercianti, c’è un dialogo, stiamo organizzando tante iniziative’.