Mascherine chirurgiche indagine nei capoluoghi: a Catanzaro si trovano a prezzi calmierati?

Considerando una famiglia media di tre persone si è ipotizzata una spesa annua in attesa del probabile vaccino di 900 euro per nucleo famigliare

Dopo l’accordo tra il governo per il tramite del Commissario alla emergenza Domenico Arcuri e Federfarma, Parafarmacie, ASF, Federdistribuzione, Coop e CONAD del 13 maggio scorso, per garantire la disponibilità delle mascherine chirurgiche a prezzo calmierato in tutte le farmacie e supermercati alimentari, sono reperibili per i cittadini le mascherine chirurgiche a prezzo amministrato ? E quanto costano alle famiglie ed ai cittadini? Sono queste le domande a cui ha dato risposta il Centro Studi Nazionale IRCAF che ha realizzato “l’Osservatorio nazionale mascherine e presidi protettivi” con la 2° Indagine nazionale nelle farmacie e supermercati nelle città capoluogo di regione.
Nella Indagine nazionale realizzata a campione nelle città capoluogo di regione su 260 punti vendita, contattate telefonicamente, di cui 151 farmacie e 109 supermercati hanno risposto in 253 punti vendita, pari al 97% ed emerge quanto segue.

Reperibilità e prezzi: “Mascherine chirurgiche monouso e a prezzo camlmierato”

Solo nel 61% dei punti vendita: farmacie e supermercati si trovano mascherine chirurgiche monouso o usa e getta di cui il 16% al prezzo medio nazionale di 1,29 centesimi di euro (tre settimane fa alla 1°Indagine nazionale era a 1,59 cent.di euro) ed il 45 % al prezzo calmierato Commissario Arcuri pari a 0.61 centesimi di euro. Che da martedì 19/5 scorso è passato a 0,50 cent.di euro a seguito dell’azzeramento IVA con il Decreto RILANCIO.
Mediamente nel comparto Farmacie le mascherine a “prezzo calmierato“ sono presenti nel 53% del campione ovvero in una farmacia su due ,mentre nei supermercati solo in un supermercato su tre si trovano, segno che l’approvvigionamento attuale non soddisfa la domanda crescente come era stato previsto. Nel dettaglio registriamo che le mascherine a prezzo calmierato nel 70% dei casi a Genova, (mentre nella indagine precedente in questa città erano introvabili), nel 67% a Catanzaro, Cagliari, Bologna, nel 63% Perugia e Venezia, nel 60% Milano e Aquila e Trieste, nel 48% Roma, 45% Torino, 42% Napoli e con percentuali quasi inesistenti a Palermo, Bari e Potenza. Situazione virtuosa a Firenze dove abbiamo registrato che le mascherine a prezzo “calmierato“ le abbiamo trovate nel 28 % dei casi con l’aggiunta che ogni famiglia ha un kit di mascherine gratuite fornite tramite la regione da ritirare nelle farmacie e queste erano presenti e classificate fra quelle monouso o usa e getta non calmierate nel 57 % dei casi. Va inoltre evidenziato che in modo diffuso quasi tutti i punti vendita ci hanno fatto presente che quando arrivano le mascherine chirurgiche a prezzo calmierato vanno subito a ruba e si ripropone la discontinuità nelle forniture come avevamo evidenziato anche nella indagine precedente.

Prezzi mascherine chirurgiche lavabili

Presenti nel 49% delle farmacie (nella indagine precedente era al 30 %) e ora del 33% anche nei supermercati, un forte aumento nelle vendite con una funzione di risparmio per le famiglie con un prezzo medio di 4,90 euro cadauna rispetto ai 5,01 euro della Indagine precedente. Permane la criticità della estrema variabilità nelle caratteristiche del prodotto ,nei numero dei lavaggi consentiti, nelle eterogeneità dei materiali, tanto da rendere oggettivamente quasi impossibile una comparabilità.

Reperibilità e prezzi mascherine FFP2

Altro dato importante è il calo della presenza delle mascherine Filtranti senza valvola nelle farmacie ora presenti nel 57% dei casi rispetto al 68% della indagine precedente e presenti solo nel 10% dei supermercati. Segno di una domanda crescente fra i cittadini (ma non sempre di un adeguata informazione rispetto ad un corretto utilizzo soprattutto come presidio sanitario ), con un costo medio nazionale di 6,68 euro cadauna (6,83 Euro nelle farmacie e 5,43 euro nei supermercati ), meno 0,90 centesimi di euro rispetto alla indagine precedente, ora con l’IVA azzerata dovremmo registrare un ulteriore significativo contenimento. Il prezzo più basso lo registriamo a Potenza 4,6 euro, seguita da Napoli a 5,03 euro, mentre il prezzo più alto lo abbiamo trovato a Firenze oltre al doppio a 9,67 euro, 9,50 euro Venezia, 8,70 euro a Bologna, 7,9 euro a Palermo, 7,50 euro a Catanzaro e Cagliari, 7 euro a Perugia, 6,96 euro a Bari, 6,90 euro ad Aosta, 6,50 euro a Bolzano, 6,46 euro a Roma e 6,30 euro a Milano .

Reperibilità e prezzi guanti in lattice

In questa seconda indagine abbiamo indagato sulla presenza dei guanti in lattice e sul loro prezzo, ma il dato è sconfortante solo nel 15% dei punti vendita sono reperibili (15 % Farmacie e 12% Supermercati) con un prezzo medio di 0,57 euro al paio ma con forti differenze di prezzo 0,89 euro nelle farmacie e 0,42 euro nei supermercati. Considerando l’obbligo di portarli nei supermercati, nei negozi, nei servizi e nelle attività in generale rappresenta assieme alla discontinuità nella disponibilità delle mascherine una vera emergenza a cui va trovata una soluzione.

La spesa media delle famiglie

Considerando una famiglia media di tre persone (due che lavorano in azienda come autonomi e un figlio studente universitario) che utilizzano due mascherine chirurgiche al giorno in azienda per lavoratore (una nel turno del mattino e una nel turno del pomeriggio) per entrambi e una al giorno per il figlio Universitario) con le mascherine chirurgiche a prezzo calmierato la spesa si attesta per la famiglia a 2,50 al giorno (0,5 x5 ), per 30 giorni pari a 75 euro mensili e una spesa annua se dovesse perdurare come è presumibile almeno un anno in attesa del probabile vaccino di 900 euro per nucleo famigliare. Nel caso di una stessa famiglia che lavorano come dipendenti, queste mascherine dovrebbero essere messe a disposizione dall’azienda in base agli accordi sulla sicurezza Covid e quindi avrà una spesa più contenuta del 60 % pari a 360 euro annue. A questo va aggiunto che le mascherine chirurgiche calmierate sono deducibili al pari degli farmaci.
Considerazioni finali, se è positivo il fatto di aver calmierato i prezzi delle chirurgiche da parte del Governo per combattere comportamenti speculativi e fraudolenti oltre che comportare un risparmio per le famiglie e la società nel suo insieme, nei fatti la discontinuità e l’inadeguato approvvigionamento è una criticità da superare con “forti investimenti anche del pubblico e del privato con tutti i mezzi stante il forte incremento nell’utilizzo nella fase due.