Cristina Rotundo: “Piattaforma online tamponi fuori uso, Covid è anche emergenza burocratica”

La consigliera comunale: "un'altra storiaccia che ha visto vittime i più indifesi , i bambini"

Una storia senza fine. Chi entra nel tunnel burocratico del covid 19 difficilmente ne esce con i nervi salvi. Perché oltre il danno anche la beffa. Se ne esci con buone condizioni di salute fai parte “burocraticamente parlando” di un vero dramma sociale. Famiglie, lavoratori, bambini che si ritrovano chiusi oltre i giorni previsti dalla quarantena dall’ inefficienza e dalla totale indifferenza degli addetti ai lavori. Chi siano non si è ben capito in quanto è un passarsi la patata bollente da una parte all’altra ma chi ne paga le spese sono sempre i cittadini. Una vergogna anche solo a raccontarla, di una città che, per fortuna non conta numeri esorbitanti di casi, altrimenti saremmo mesi e mesi bloccati a causa di chi non svolge adeguatamente il suo lavoro.

Ecco, non per ultima , un’altra storiaccia che ha visto vittime i più indifesi , i bambini.
Nelle scorse settimane sono stati riscontrati dei casi positivi in alcune scuole del capoluogo. Dopo l’immediata quarantena e l’attivazione della dad, lo scorso sabato intere famiglie sono stare convocate per tampone di fine quarantena presso i tendoni allestiti alla Funicolare del quartiere Sala. Ore in fila con i propri piccoli traffico in tilt e ansia, questo lo scenario penoso. Tampone effettuato da Asp territoriale che comunica di dare esito presso la piattaforma nelle successive ore. Ma le ore sono diventate giorni e dell’esito nessuna notizia.

Piattaforma inutilizzabile e esito non avuto. Quindi ad oggi dopo ben 4 giorni i bambini, positivi o negativi che siano, si ritrovano ancora chiusi in casa, senza via libera per poter tornare a scuola o ad una pseudo normalita, e del risultato nessuna traccia. Senza considerare l’ansia vissuta da intere famiglie. Quindi? Queste famiglie dove devono avere il proprio esito? La piattaforma che fine ha fatto? Di chi è la vergognosa incompetenza? Dell’ Asp, dell’ Azienda Pugliese Ciaccio o di chi non controlla adeguatamente? Sta di fatto che i bambini, anche loro vittime dell’incapacita’ di gestire questa emergenza,per poter tornare liberi dovranno rifare tampone o aspettare invano il miracolo del proprio risultato. Ecco la storia di una ennesima “vergogna catanzarese”.
Cristina Rotundo
Cons. Comunale
Fare per Catanzaro