Pugliese, aggredito un infermiere del pronto soccorso

Strattonato dal collo da un paziente in attesa. La Cgil lancia strali e chiede di intervenire sui temi sicurezza e tagli personale 

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    E’ successo ancora una volta. Si, un’altra aggressione ad un infermiere del pronto soccorso del Pugliese da parte di un paziente che attendeva di essere visitato. Un’attesa forse troppo lunga che ha fatto perdere le staffe ad un uomo che si è scagliato contro l’infermiere  e lo ha strattonato  dal collo e spinto più volte al muro.  Se non fosse stato per un altro infermiere che prontamente  lo ha sottratto all’aggressione , il dipendente del Pugliese avrebbe avuto peggiore sorte.

    Oltre alla lesione subita e allo spavento dell’infermiere, resta da parte del personale del pronto soccorso la rabbia per aver assistito per l’ennesima volta ad un episodio di violenza sul posto di lavoro. In merito alla notizia è intervenuta la Cgil Funziona Pubblicache,  alla luce di quanto accaduto , “ribadisce quanto  più volte segnalato  alla Dirigenza dell’ Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio circa il  mancato potenziamento di risorse necessarie ad una corretta assistenza nei confronti dei cittadini e una maggiore tutela degli operatori del pronto soccorso.

    Più volte- si legge in una nota del sindacato –  è stata chiesta la presenza H 24 delle Guardie Giurate della Azienda nei locali del pronto soccorso, anche perché attualmente, l’utilizzo delle stesse, è limitato allo stazionamento presso  le portinerie dello stabile ; rivelandosi un servizio non pienamente efficace in quanto  i parcheggi riservati ai dipendenti sono sistematicamente occupati da autovetture non autorizzate e spesso si  verificano ostruzioni in punti di accesso cardine dello stabile come il passaggio invalidi presso  l’ingresso del poliambulatorio. Occorre una maggiore presenza di unità  all’interno del Triage Pronto Soccorso a tutela dell’incolumità dei lavoratori. Incolumità dei lavoratori resa ancora più a rischio anche in conseguenza  della riduzione del personale infermieristico e operatori socio sanitari per effetto  di tagli e riduzioni e del personale andato in pensione e non sostituito, ed a fronte dell’aumentato carico di lavoro degli operatori   : ciò provoca inevitabili rallentamenti nelle attività, file interminabili di utenti che con lo stesso codice di accesso sono costretti ad attendere il proprio turno per molte ore prima di essere sottoposti alle cure  necessarie. Situazione che quotidianamente,  in ogni ora della giornata, provoca il malcontento da parte degli utenti che riversano la propria rabbia sul poco personale in servizio. La situazione è insostenibile ed inaccettabile, in quanto, gli esempi di aggressione al personale  in servizio, sono ormai nella quotidiana ”  normalità “.

    La FP CGIL – prosegue il comunicato – pone con fermezza la  questione sicurezza, vera e propria emergenza per il pronto soccorso. Se un medico o un infermiere commettono  un errore,  le indagini partono subito. Nel caso delle aggressioni denunciate , sono  lasciati soli e senza alcuna tutela. Le minacce verbali, gli spintoni e le spallate nel pronto soccorso  sono all’ordine del giorno così come le aggressioni vere e proprie stanno diventando sempre più frequenti, decine di casi ogni anno, con dati in costante aumento. E’ possibile che  si debba intervenire solo dopo essere successi episodi irreparabili  ?  Solo dopo ci si interroga se lo stesso poteva essere evitato. Con la giusta organizzazione e rispetto delle regole  si può e si deve lavorare in sicurezza, prevenendo eventuali e irrimediabili tragedie. La soluzione ottimale, sarebbe l’ aumento del numero di medici, infermieri ed operatori socio sanitari ed istituire un servizio di guardie giurate h 24 ;  inoltre  il posto fisso della Polizia di Stato dovrebbe essere posto all’interno dei locali del pronto soccorso:  si garantirebbe la sicurezza a tutto il personale del Pronto Soccorso, e allo stesso tempo una maggiore celerità nelle prestazioni ai cittadini .

    Una situazione complessiva che stride fortemente  con le frequenti “ passerelle “  del Presidente della Giunta Regionale della Calabria Scopelliti  nonché Commissario Straordinario per il piano di rientro dal debito in sanità (come dire controllore e controllato n ella stessa persona )  intento a tagliare  nastri e presenziare a cerimonie, mentre l’Azienda Ospedaliera “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro  e la sanità del comprensorio – conclude Cgil –  subiscono continui e costanti ridimensionamenti di personale posti letto e i livelli di assistenza vengono drasticamente ridotti”.   

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