Sanità, quali criteri alla base della soppressione dei posti letto?

La riflessione di una lettrice. "La Commissione per l'attuazione del piano di rientro ha esaminato le casistiche operatorie?"

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    Riceviamo e pubblichiamo, a proposito di sanità.

     

    Mi rivolgo alla Commissione che,  per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Calabria, ha espresso pareri e/o ha collaborato per il concepimento del D.P.G.R. con il quale è stata attuata la soppressione dei posti letto già assegnati alla chirurgia senologica dell’Azienda ospedaliera Pugliese – Ciaccio, per domandare se siffatta determinazione sia stata generata da povertà di idee o da inesistenza di coraggio equitativo,  oppure  da pericolose congetture che sfociano nella più classica ed avvilente faziosità. Vien da chiedersi, infatti, perché nella stesura del citato provvedimento si è preferito non allontanarsi dal tavolo disastrato delle parzialità, scegliendo di non  procedere ad eliminare i pericolosi doppioni connotati da clientelismo,  antieconomicità e sperpero di risorse, sottratte, purtroppo, ad altre realtà esistenti, produttive di buona salute.

    L’azione che la Commissione ha, invece, inteso portare a compimento, è, forse, suffragata da un’attenta disamina delle documentate casistiche operatorie senologiche del Pugliese, con contemporanea valutazione della triste realtà che il tumore della mammella è assurto, ahimè, a vera e propria malattia  sociale? La stessa Commissione ha considerato che la soppressione di tale branca chirurgica specifica reca un danno all’intera popolazione calabrese, e non solo?   E’ stata mai permeata di onestà intellettuale la centralità del malato?  E’ stato tenuto in debito conto che il differimento di un intervento chirurgico per tumore al seno comporta, purtroppo, potenziali danni irreversibili, maggiormente concretizzabili in vigenza di lunghe liste di attesa che si accompagnano alla vasta branca della chirurgia generale, cui quella senologica è stata accorpata?  Perché non è stato considerato che molte pazienti che si recano in Lombardia per essere operate di tumore al seno, vengono indirizzate dallo stesso prof. Umberto Veronesi presso la chirurgia senologica catanzarese? Siffatta circostanza è frutto di millantata lode, o rappresenta una pura e semplice verità? E’ stata rivolta, compiutamente e serenamente, la giusta attenzione alle inutili ed improduttive duplicazioni? Se si procederà  all’ eliminazione di tali anomalie, allora  si che si potranno reperire posti letto e risorse economiche, realizzando il potenziamento dell’attuale attività assistenziale, per effetto di  un più proficuo utilizzo delle risorse umane, oggi frammentate!  E’ chiaro che nessuno, nell’attuale crescente disoccupazione giovanile, possa minimamente azzardare la soppressione degli attuali posti di lavoro; tuttavia,  si appalesa indispensabile una corretta rivisitazione degli altri oneri di gestione connessi alle poco funzionali ed inopportune proliferazioni, con contemporanea e necessaria riconversione del personale attualmente in servizio.

    Non mi resta che sperare in tempi migliori che vedano la giusta tutela della salute dei calabresi!

     Al dott. Francarlo Leone posso solo ribadire la mia riconoscenza dedicandogli “Il sorriso della speranza”:

    La scure tagliente mi volteggia d’attorno,/ aiuto, Dottore, ho tanta paura del buio:/ nefasto presagio di agguato mortale./ Mentre mi scruti leggendo nell’anima,/ nei tuoi occhi riluce pregnante/ l’intenso bagliore della suadente fiducia./ L’invisibile mano guidi sempre la tua,/ mutando il temibile assalto incombente/ in un soffio possente di riacquistata energia./ I raggi di sole che il tuo operare diffonde/ riaccendono la speme dell’agognata salvezza:/ si allontana così lo spettro dell’eterno silenzio.

    Catanzaro, 8 marzo 2013, festa della donna.

    Concetta Morica Ferro

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