LA STORIA L’addio dei sersalesi ad un illustre compaesano a quattro zampe

Ruanzu, uno splendido esemplare di cane meticcio fulvo chiaro era parte integrante di una comunità che lo amava. La sua morte un lutto cittadino vero. Le sue ceneri, per iniziativa del sindaco, saranno seppellite nel piazzale del cimitero

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    Non gli dedicheranno un monumento ma quasi. Il sindaco del luogo Salvatore Torchia ha individuato un’area nel piazzale del cimitero dove le ceneri di quel suo “illustre” compaesano a quattro zampe riposeranno. Per sempre.  Il suo nome? Ronzo, ma francamente in paese quasi nessuno si permetteva di chiamarlo così. Perché per identificare quel cane, uno splendido esemplare meticcio fulvo chiaro, usare il dialetto era praticamente un obbligo. Era per tutti Ruanzu. Si, proprio per tutti.

    Anche considerarlo una semplice mascotte sarebbe irriguardoso. Ronzo-Ruanzu era parte della comunità di quel paese della Presila. Aveva la stessa dignità degli altri, in particolare dei bipedi che guidano, si alimentano con le mani e almeno qui a Sersale il tempo per affezionarsi alle persone e agli animali se lo concedono ancora. Il cantautore Carmine Torchia, originario del posto, in uno dei suoi brani “dipinge” il paese con poche ma chiare pennellate accennando alle sue storie, alla sua umanità, alle sue “case basse popolari”, che sono sempre meglio “di una fottutissima città, in periferia”. In questo ambiente romanticamente lento, alcuni anni fa, non si sa nemmeno quanti, Ruanzu appare quasi improvvisamente.  Non ha un padrone e la sua gentilezza e la sua affabilità lo rendono simpatico alla gente. Alcuni iniziano ad occuparsi di lui, a nutrirlo, ad accudirlo e Ruanzu ricambia comportandosi da buon sersalese.

    Giocoso con i bambini e alle feste patronali, ma ligio ai doveri. Si racconta che alle processioni religiose non mancasse mai, e che quasi per magia si trovasse nei pressi dell’abitazione di un compaesano che era venuto da poco a mancare quasi a voler esprimere il suo cordoglio. Succedeva così da tempo, mese dopo mese. Ormai i suoi annetti iniziava ad averli Ruanzu, forse per pochi altri avrebbe ancora seguito processioni, feste e cortei funebri ma nessuno avrebbe potuto pensare che la sua esistenza si sarebbe interrotta così, improvvisamente.

    Il 24 marzo un grave incidente lo mette ko. Riesce a trascinarsi fino al garage dove da un po’ di tempo ha preso dimora, viene soccorso ma senza risultati apprezzabili. “Frattura scomposta della spina dorsale con interessamento del midollo” la diagnosi. Nient’altro si può fare se non abbreviare la sua agonia. Dal 27 marzo non c’è più.

    Un paese in lacrime sfoga il suo dispiacere sui social network. Il sindaco, come succede per i cittadini illustri che ci lasciano, decide di celebrarlo adeguatamente. Lo fa cremare e, fa sapere in una nota (clicca qui per leggerla pubblicata da un blog), che l’urna con le ceneri sarà seppellita in una aiuola nei pressi del cimitero. Tutto ciò avverrà domenica 6 alle 11.30. I sersalesi come lui potranno salutare Ruanzu per l’ultima volta. Come si dice in questi casi per gli esseri a due zampe? Ah ecco, “Ruanzu, la terra ti sia lieve”. 

    Roberto Tolomeo

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