Nuovo liceo Scientifico, quell’opera mai realizzata foto

Doveva essere finito 20 mesi dopo il gennaio 2012 . Ad oggi restano solo i pilastri

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    Venti mesi dal gennaio 2012. Quattro anni fino ad oggi, settembre 2016. E del più grande investimento di edilizia scolastica nella provincia di Catanzaro sono rimasti solo i primi pilastri. Non solo i lavori per la realizzazione del liceo Scientifico Siciliani nel quartiere di Siano, non sono mai stati terminati, ma, allo stato, fino ad oggi sono completamente fermi. Non c’è segno di maestranze che vi stiano lavorando. Perchè? Nessuna comunicazione ufficiale rispetto a ciò, solo, un’altra, ennesima incompiuta. Già la scelta di decentrare anche una scuola, di per sè popolatissima, lontana da dove storicamente è sempre stata e cioè il centro storico, sarebbe discutibile, volendola inserire in un dibattito più ampio di ripopolamento del cuore della città. Sono mesi che, la stessa Provincia, è attore protagonista del tentativo di portare l’Università in centro e poi anche gli studenti di scuola superiore vengono mandati in periferia.

    Ma al di là di questo aspetto che sarebbe da approfondire per altri versi, non si riesce davvero a capire perchè questo investimento non sia stato portato a termine.

    Il nuovo istituto, che doveva sorgere nel quartiere Siano in prossimità dello svincolo della tangenziale, doveva essere realizzato secondo contratto in 20 mesi, su una superficie complessiva di circa novemila mq, che sviluppava oltre 1.600 mq da destinare alle attività didattiche ed ulteriori 3700 mq destinati a laboratori, uffici, servizi, aula magna, mensa, biblioteca e palestra. 

    L’area impegnata, di oltre due ettari, è di proprietà della Provincia, ad essa si perviene in pochi minuti, attraverso il moderno viadotto sul Musofalo, pur esso realizzato per volontà della Provincia, e attraverso la tangenziale est. 
    I lavori erano stati aggiudicati, dopo un lungo iter procedurale, alla ditta Consorzio Cooperative Costruzioni, a seguito di procedimento di verifica dell’anomalia con un ribasso di circa il 36% sull’importo posto a base di gara. 
    La progettazione funzionale ed architettonica dell’edificio, si diceva, era stata attentamente integrata per l’ottenimento di un’opera complessivamente a basso impatto energetico ed ambientale, per dar luogo ad un “climate sensitive building” in grado di adattarsi dinamicamente al contesto, anche attraverso l’impiego di energie alternative: i pannelli solari seguiti da un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica sulle terrazze.
    L’edificio a tre piani doveva essere composto da 30 aule normali per 750 studenti, e da 9 laboratori: due di fisica, due di chimica, uno di lingue, uno di informatica, tre di disegno. Erano inoltre previsti la mensa, i locali di segreteria, la presidenza, la sala professori, ampi depositi, ecc. Il complesso scolastico prevede inoltre una ampia biblioteca, una aula magna, ed una palestra, previste anche per attività extrascolastiche, con accesso indipendente. Nell’istituto sarà attivo un sistema per il collegamento ad internet wi-fi, oltre ad un sistema di video sorveglianza.
    La palestra di circa 1.300 mq, con area di gioco delle dimensioni di 34 x 22 metri, doveva essere dotata di tribune per il pubblico, capaci di ospitare 160 spettatori seduti. L’aula magna, un auditorium per 200 persone con sala a gradoni con poltroncine, poteva completamente oscurabile con sala regia sulla sommità, equipaggiata per videoproiezioni.
    Ma di tutto ciò restano desolatamente solo dei pilastri, che tra un pò saranno ricoperti anche dalle erbacce.

    Giulia Zampina

     

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