Psi: Abramo confessa le sue responsabilità sullo stato della città

Il sindaco alla fine del suo mandato scopre che la città è senza una prospettiva

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    “Ma, che bravo il nostro Sindaco! Con grande capacità di sintesi, riepilogando un arco temporale di vari decenni, in un ambiente sicuramente confortevole, ci spiega come e perchè la nostra città non può essere, e forse non lo potrà mai, una città turistica. E, anche per questo, non ha la possibilità di crescita e di sviluppo. Da questo assunto, è facile dedurre, come lui ha fatto, che il piano di mobilità non ha motivo di essere e che, comunque, non potrà essere sostenibile”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del coordinamento cittadino del Psi. “Noi, al contrario – si legge nella nota – ci ostiniamo a sostenere l’assoluta necessità di realizzare una metropolitana di superficie per avviare, da un lato, la ricucitura di un tessuto urbano devastato da anni di malgoverno, e, dall’altro, per rendere accessibile la città rispetto al resto del territorio, creando, così, uno dei presupposti fondamentali per la crescita e lo sviluppo. Senza trascurare il fatto che lo stesso centro storico sarà salvaguardato da una efficiente e moderna rete di mobilità interna ed esterna. Tuttavia ci chiediamo: dove ha vissuto in tutti questi anni il nostro Sindaco? E’ stato o no un protagonista della vita politica cittadina? E ancora, un ventennio fa, ci ha spiegato come la città così come qualsiasi impresa, necessitasse di un buon imprenditore alla sua guida. Noi non abbiamo mai creduto che una città potesse essere assimilata ad una impresa. La guida di una comunità è cosa assai diversa e molto più complessa della guida di qualsiasi azienda sia per le ben diverse finalità e, soprattutto, perchè l’amministrazione locale si rivolge ad una moltitudine di gente con le sue necessità, con le sue speranze, le sue aspettative, i suoi bisogni e, perchè no, anche con i suoi sogni. Ma ci sbagliamo o è vero che Abramo aveva ed ha una grande esperienza imprenditoriale? Se è così, ed è sicuramente così, oggi si rivela inconfutabilmente una gestione politica assolutamente fallimentare. Allora – conclude la nota – prenda atto di un fallimento totale dopo venti anni di amministrazione, di cui quindici da Sindaco e ne tragga le dovute conseguenze prima ancora che lo possano fare i catanzaresi”.

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