Operazione Borderland, Gratteri: abbiamo dato libertà alla gente

Il caso Cropani tra le vicende più spinose emerse dagli atti  SOSPESO IL VICESINDACO DELLA CITTADINA COME LA MALAVITA CONTROLLAVA LA PROVINCIA DI CATANZARO 48 IN MANETTE, NOTIZIA E 3 VIDEO NOMI E FOTO DEGLI ARRESTATI

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    “Abbiamo ridato liberta’ alla gente”. Con queste parole il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha commentato l’esito dell’operazione “Borderland” che ha portato in carcere 48 esponenti della cosca Trapasso di San Leonardo di Cutro. Nel corso della conferenza stampa, Gratteri ha aggiunto: “Si tratta di un’indagine importante, completa e difficile, che racchiude tutte le tipologie di indagine sulla mafia”. Anche il questore Giuseppe Racca ha sottolineato l’importanza dell’operazione: “La provincia di Catanzaro – ha detto – non e’ esente dal predominio della criminalita’ organizzata”, mentre il capo della squadra Mobile, Nino De Santis, ha evidenziato il controllo della cosca sui villaggi turistici della zona, con il pagamento di “mazzette” da parte dei condomini, Il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri, nell’illustrare i retroscena dell’operazione, ha sottolineato gli interessi non solo nel comprensorio a cavallo tra le province di Catanzaro e Crotone, ma anche gli interessi della cosca in Veneto ed Emilia Romagna. L’indagine, come ha affermato Bombardieri, ha potuto utilizzare sia le numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, sia “le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia quali Marino, Cortese, Pulice e Vrenna”.

    Lo stesso procuratore aggiunto ha ribadito sia l’ostentazione del potere da parte degli esponenti della cosca, sia la violenza con cui venivano imposte le regole del clan. Secondo il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto, “la cosca Trapasso ha avuto il controllo del battito cardiaco del territorio, con il controllo totale sui villaggi turistici, ma anche attraverso il condizionamento mafioso alle elezioni amministrative del 2014”. E tra le vicende che emergono dagli atti dell’operazione anche Il sostegno diretto al candidato, diventato poi vicesindaco, ma anche incontri e impegni diretti in campagna elettorale. La cosca Trapasso avrebbe partecipato alle ultime elezioni comunali di Cropani, avvenute il 26 maggio 2014, sostenendo direttamente Francesco Greco, detto Raffaele, attuale vicesindaco della cittadina ed ora accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

    Secondo il pubblico ministero Vincenzo Capomolla e i procuratori aggiunti Vincenzo Luberto e Giovanni Bombardieri, “gli esponenti del sodalizio hanno dato il loro apporto elettorale alla lista che sosteneva la candidatura a sindaco di Bruno Colosimo e al candidato Francesco Greco facendo conseguire l’esito voluto”. Nel corso della conferenza stampa il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri ha sottolineato che “non sono stati trovati elementi penali a carico del sindaco”, mentre gli atti dell’inchiesta saranno trasmessi alla Prefettura per le valutazioni del caso. Nelle intercettazioni sono finiti gli interventi degli esponenti della cosca durante la campagna elettorale, con lo stesso vicesindaco che non ha avuto problemi a “vantarsi” dei sostegni ricevuti. Come nell’intercettazione nella quale lo stesso vicesindaco chiede di poter partecipare alla sfilata per la vittoria sedendo sul sedile anteriore dell’autovettura di Nana’ Trapasso, figlio di Giovanni, mentre in una seconda intercettazione con uno degli arrestati afferma: “Ci prendiamo il vicesindaco… lo dobbiamo prendere?altrimenti succede una guerra”.

    Ed in effetti Greco fu nominato vicesindaco per la coalizione “Cropani e'” dopo avere conquistato 111 voti di preferenza, con la lista avversaria sconfitta per 99 voti di scarto”. Su quanto avvenuto a Cropani durante la campagna elettorale e’ duro anche il giudizio del gip Giulio De Gregorio che ha firmato l’ordinanza: “Non stupisce assolutamente che il devastante inquinamento mafioso del territorio del Comune di Cropani – scrive nel provvedimento – si sia risolto anche in un pesante condizionamento del voto elettorale delle consultazioni amministrative del 25-26 maggio 2014”, al punto che lo stesso giudice evidenzia come “la vittoria della lista del sindaco Colosimo e’ avvertita come una vittoria della consorteria”. Tra gli arrestati c’e’ anche Maurizio De Fazio, eletto in passato per tre legislature nel Consiglio comunale di Cropani, dove e’ stato anche assessore. (AGI) 

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