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Quel residence costruito sul demanio a Caminia deve essere sgomberato

Il Comune di Stalettì dà seguito ad una sentenza esecutiva emettendo un’ordinanza in cui si dà tempo 30 giorni per liberare un terreno su cui in questi anni si è costruito senza pagare nulla essendo demaniale

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    Di Giulia Zampina

    Quel residence a Caminia è abusivo, lo è da anni e per questo, secondo il Comune di Stalettì, deve essere sgomberato. Anche se il proprietario avrà trenta giorni per farlo, quindi potrà finire comunque un’altra stagione dopo le tante già trascorse. L’amministrazione comunale di Stalettì , con l’ordinanza num. 14 del 18 luglio scorso, pubblicata ieri, ha dato seguito ad una sentenza esecutiva della Corte d’Appello di Catanzaro emettendo quindi il provvedimento come atto dovuto. 
    Uno dei tanti esempi di abusivismo, lo dice in sintesi la stessa sentenza richiamata in ordinanza, perpetrati su terreni demaniali che hanno devastato da oltre 50 anni la costa. Secondo quanto si legge nell’atto “si deve rilasciare l’appezzamento di terreno ricompreso nella più ampia zona sito in località Panaja Caminia, del Comune di Stalettì, a valle del tracciato ferroviario della linea Taranto – Reggio Calabria, compresa tra le due gallerie Grillone e Stalettì alle progressive chilometriche 304+105,97 e 305+016,94 riportato in CT comune di Stalettì foglio di mappa 14 al num. 17 in testa al Demanio pubblico dello Stato ramo mercantile”.

    I proprietari del residence avranno 60 giorni di tempo per presentare ricorso al Tar e per far valere le proprie ragioni. Al momento, si legge nell’ordinanza “è necessario tutelare gli interessi demaniali marittimi” . Ma forse è importante anche dare una speranza di legittimità agli  interessi di tanti che in questi anni hanno assistito al progressivo deterioramento di una costa a causa dell’abusivismo e hanno comunque continuato a lavorare o provare a far rispettare le loro ragioni in maniera legittima. 

    La legge in questo caso prevederebbe per i comuni la possibilità di confiscare il bene e ridarlo in concessione a chi ha costruito stabilendo il canone da pagare, arretrati compresi. 

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