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Anac su piscina, Cz nuoto pronta a chiedere i danni 

La società sportiva, assistita da Lomonaco, rilancia ciò che aveva già scritto nella querela contro il comune 

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Di Giulia Zampina 

La decisione dell’Anac che archivia ogni tipo di accusa contro la Catanzaro Nuoto, escludendo il fatto che abbia reso false dichiarazioni in merito ai dati finanziari nel progetto presentato per l’affidamento della piscina di Pontepiccolo, riapre un contenzioso tra l’associazione e il Comune. Catanzaro nuoto infatti, assistita da Antonio Lomonaco, presenterà richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’amministrazione, rilanciando ciò che già aveva scritto nella querela presentata all’indomani della comunicazione dell’avvio procedimento nei suoi confronti. 
“ Nello specifico – c’è scritto nella querela – apprendevo che il Rup , in violazione di norme di legge, ed in particolare dell’art. 80 comma 12 del d.lgs. n. 50/2016, si rivolgeva all’Anac al fine di segnalare una presunta falsità commessa in sede di gara, così cagionando un ingiusto e duplice danno derivante, tanto dall’apertura di un ingiustificato procedimento davanti all’ Autorità, quanto dall’eventuale applicazione delle sanzioni previste dal richiamato art. 80 (iscrizione nel casellario informatico nella misura interdittiva dalle procedure di gara e dagli affidamenti di subappalto fino a 2 anni).
E’ evidente quindi l’ulteriore tentativo vessatorio posto in essere, tendente ad esercitare una forzata delegittimazione ai miei danni. 
Appare pleonastico – si legge ancora- rappresentare le inevitabili ripercussioni alle quali andrebbe incontro la Asd Catanzaro nuoto nel caso in cui l’Anac accogliesse la  tesi del Comune di Catanzaro”.

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