Quantcast

Daspo di Catania, i profili di criticità

L'avvocato Sandro Rippa analizza i profili di criticità dell'applicazione del Daspo di gruppo ai 37 tifosi del Catanzaro che hanno ricevuto la notifica Daspo di Catania, Abramo: 'Ci sono anche persone perbene'

Più informazioni su


Riceviamo e pubblichiamo

Tralasciando i riferimenti normativi di carattere generale che contraddistinguono l’istituto in esame, e’ opportuno focalizzare l’attenzione sulla recente   fattispecie del cosiddetto “Daspo di Gruppo”, anche in relazione all’evento di cronaca che ha riguardato la paventata ipotesi di applicazione della misura in oggetto ai 37 tifosi del Catanzaro in quel di Catania. Giova ricordare, nel merito, i dubbi di criticità ed i profili d’incostituzionalità che ombreggiano la ratio di tale istituto,  spesso contestato dai patrocinanti le difese dei soggetti colpiti dalle scure di tale provvedimento. Si possono rinvenire nel merito della misura, due profili di criticità che attengono entrambi alla sfera ed al principio sulla personalità della responsabilità,sancito espressamente da una norma cardine del nostro ordinamento costituzionale, e precisamente l’art. 27 della Costituzione. Il comma 1 statuisce che la responsabilità penale e’ personale.,,   e seppur la Corte Costituzionale esclude che esso trovi applicazione quale parametro di costituzionalità, anche alla responsabilità amministrativa( daspo), e’ parimenti vero  che la disposizione dell’art. 3 della legge 689/ 1981, lo  stabilisce come analogo principio, anche con riferimento alle violazioni cui e’ applicabile una sanzione amministrativa; stabilisce, infatti, l’art. 3, che “ciascuno e’ responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria,sia essa dolosa o colposa”.

Il secondo criterio di criticità, si riferisce in maniera più marcata alla formulazione della nuova disposizione di Daspo di Gruppo, ed alle concrete difficoltà di applicazione di tale misura. Per come espressamente previsto e’ disciplinato, la misura del Daspo di Gruppo,dovrebbe essere applicata a casi  specifici e ben delineati, infatti l’art.6 comma 1 della legge 401/ 89, si riferisce infatti, “alla condotta, sia singola, che di gruppo, evidentemente finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza, di minaccia o di intimidazione”.
Risulta, quindi, pacifico dal tenore letterario della norma, che affinché si possa manifestare concretamente l’esistenza del Daspo di Gruppo, non e’ sufficiente trovarsi fisicamente e materialmente, in modo casuale od occasionale(  come la maggioranza dei tifosi del Catanzaro nell’autobus che li portava allo stadio), all’interno di un gruppo dove si sia verificato l’evento lesivo(  nel caso che ci occupa dei tifosi del Catanzaro, il vetro rotto!), ma occorre un “quid pluris”,  consistente nella partecipazione attiva e decisa al compimento dell’azione delittuosa, attraverso comportamenti di violenza fattiva, di intimidazioni, e minacce.; occorre, insomma, un contributo materiale o un adesione morale al compimento dell’azione delittuosa, e non un evanescente e passivo comportamento dei soggetti che si trovano nello stesso luogo( autobus), dove si e’ verificato l’evento lesivo. La paventata ipotesi di comminare la sanzione del Daspo di Gruppo, nel caso che ci occupa, a tutti i tifosi del Catanzaro , risulta essere abnorme, discriminatoria, e non trova conforto nelle disposizioni di legge in vigore.

E’ evidente che se questi sono i principi normativi che dovrebbero accompagnare l’istituto in esame, forti dubbi e perplessità potrebbe sorgere alla corretta applicazione della misura del Daspo di Gruppo, nel campo pratico, che potrebbe risultare illecitamente estesa e discriminatoria nei confronti dei suoi destinatari. Si correrebbe il rischio, già verificatosi in altre situazioni di Daspo Sportivo, di una applicazione distorta ed illegittima della misura in esame, che finirebbe nel comprimere le libertà fondamentali dell’ordinamento giuridico. Ovvero si estenderebbe la portata di tale misura al di fuori del campo applicativo della norma, non riferita agli effettivi partecipanti dell’azione delittuosa, ma anche a semplici comparse che si trovano nei pressi dell’azione lesiva stessa; situazione, questa, paradossale ed inconciliabile con un comune Stato di diritto. 

In conclusione, gli elementi che dovrebbero assicurare una buona tenuta di vitalità costituzionale ,scevra da nevrotiche interpretazioni, sono assicurati oltre che dal principio della personalità della responsabilità, soprattutto dalla reale specificità della norma giuridica, che disciplina tale istituto, che vuole la partecipazione attiva e’ volontaria del soggetto che compie l’azione delittuosa“.

Avv. Sandro Rippa
 

Più informazioni su