Gratteri: sono il felice procuratore di Catanzaro

Il magistrato: 'Siamo credibili. Al mio arrivo c’erano 300 richieste di avocazione dei processi, oggi non più' 


Di Giulia Zampina

“Giudice, o u faciti vui o non vala a pena”. Il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, durante la presentazione del suo libro, in corso al teatro Comunale, organizzata dalla Ubik e moderata dal giornalista Paolo Pollichieni usa una battuta per raccontare il nuovo corso della Procura e della Polizia Giudiziaria del Capoluogo “Quando sono arrivato alla Procura di Catanzaro, c’erano 300 richieste di avocazione. Significa che la gente non si fidava della procura. Oggi, dopo due anni nessuno chiede più di avocare i procedimenti , per due motivi , il primo tecnico, ho la migliore polizia Giudiziaria a disposizione su tutto il territorio nazionale, il secondo è perché io ho aperto uno sportello dove personalmente faccio ricevimento. Ma non incontro personaggi importanti, quelli se vogliono concordano con la segreteria, incontro la povera gente, quelli che nessuno ascolta più. Come una vedova di Zungri a cui con il tenente colonello Greco risolvemmo il problema di una vessazione che stava subendo. Perché la gente non è omertosa ma non sa con chi parlare. E tutto questo accade perché oggi abbiamo credibilità. Lo dico ai miei collaboratori ma anche alle forze dell’ordine, si è sbirri per 24 ore al giorno, state attenti anche quando andate a mangiare una pizza, il divertimento trovatelo lontano da qui, perché qui dovete essere credibili. Io sono felice procuratore di Catanzaro”.