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Interventi sul territorio: Mirarchi risponde assessore Longo

La nota del consigliere comunale 

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“Lo annuncio subito, questa sarà una riflessione piena di ripetizioni ma scevra da polemiche sterili. Intendo che ribadirò cose già dette, soprattutto a qualcuno può darsi distratto, però con toni per quanto mi è possibile pacati”. Ha annunciato con questa dichiarazione d’intenti il contenuto del suo comunicato stampa il presidente della commissione Urbanistica, Patrimonio, Polizia urbana, Mobilità e Traffico, e consigliere comunale di Catanzaro da Vivere Antonio Mirarchi, tornato sulla questione della bitumazione delle strade cittadine: “Mi accusano, fra l’altro, di populismo, termine molto in voga e ormai sulla bocca di tutti. Ma mi permetto di spiegare che io non sono un Masaniello di quartiere. Sono semmai un uomo del popolo, vale a dire un popolano, non un populista. Basta con le difese personali e le sottigliezze, però. Veniamo al sodo. E allora non mi resta che chiamare ancora una volta in causa l’assessore alla Gestione del Territorio Franco Longo. A lui e all’opinione pubblica ricordo dunque quanto chiesto dal sottoscritto in una recente Commissione. Mi riferisco a una mappa delle vie cittadine ‘acquisite e non’ dal Comune. Il fine di tale screening è capire dove si possano effettuare gli eventuali interventi invocati dai residenti nelle zone in cui si segnalano gravi lacune. Una volta proceduto a tale mappatura, lo step successivo è evitare che si svolgano lavori in posti non dovuti e allo stesso tempo far sì di non ascoltare più il vecchio fastidioso refrain sulle ‘vie acquisite o private’ ovvero addirittura su tratti per metà definiti acquisiti e per metà privati”. Fin qui le enunciazioni di carattere generale e di principio, però nel prosieguo della nota il presidente Mirarchi va ulteriormente al concreto: “L’assessore si lamenta della mancata collaborazione da parte mia e di qualche altro collega. Ebbene come facciamo ad aiutarlo se la sua ‘nota spese’ è a chiunque ignota… fuorché a lui. A riguardo ho riferito di come non mi abbia messo a conoscenza di alcuni aspetti fondamentali, tra cui il famoso elenco delle priorità che cita sempre in rapporto ai pochi soldi in cassa. Eppure, se rendesse manifesto cosa vuol fare, sarebbe ancor più apprezzata la sua diligenza nell’impiegare il denaro pubblico, fatto di cui non dubito. Ma io sono paziente e ci riprovo: quali sono le vie acquisite da manutenere e perché alcune di quelle private sono comunque oggetto di interventi? Qual è la ragione di tutto ciò? E non è finita qui. Mi si imputa – ha proseguito Mirarchi – che io abbia di recente parlato di via Milazzo, così perorando la causa di una strada privata. Sbagliato o, meglio, corretto solo in minima parte. È stata acquisita dal Municipio fino all’imbocco di via Palermo. Approfitto tuttavia per precisare di nuovo: io nell’occasione non mi ero concentrato unicamente sulla Marina, zona che peraltro mi sta molto a cuore e ci mancherebbe, ma avevo caldeggiato la scelta di tre strade della città delle aree Nord, Centro e Sud, a cui dare precedenza assoluta. Unico criterio di individuazione doveva appunto essere la maggiore necessità, non la collocazione geografica”. La vera domanda rivolta dal consigliere Mirarchi è però un’altra: “Perché l’amico Longo risponde, peraltro in modo inappropriato, su via Milazzo e invece glissa sulle vie Melito Porto Salvo e Curtatone nell’area di Lido e via Cavaglioti nella zona di Gagliano, da lui stesso attenzionate nel mese di febbraio in una nota di risposta al sottoscritto? Sarebbe interessante capire il motivo di questa curiosa amnesia. Ma c’è di più – chiosa il presidente Mirarchi – ed è un fatto che proprio non mi va giù: il rimpallo tra diversi Settori allo scopo di far perdere tempo prezioso. È quanto succede quando ascolti dall’assessore, o da chiunque interpelli a livello dirigenziale, ‘questo è di competenza del Patrimonio’. Ebbene, pur se nel caso di specie si afferma una mezza verità poiché alla Gestione del Territorio basta un piccolo clic sul computer per avere il quadro della situazione delle vie acquisite e non con un considerevole guadagno di tempo”.

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