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E il veglione si spostò in strada. Il Capodanno di Girifalco

L'allegria ha la meglio sulla burocrazia


 
“Le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi in cui sono attese”. Così scrive Paulo Coelho. Ed è questa frase la didascalia perfetta dell’immagine del Capodanno a Girifalco. Una festa di fine anno sui generis, nata per caso. Da un imprevisto burocratico scaturito da un parere sfavorevole dei Vigili del Fuoco. Il Palatenda che, anche questo anno, avrebbe dovuto ospitare il veglione del 31 dicembre non può essere il luogo della festa. Filippo Vonella, l’imprenditore che da anni si prodiga nell’organizzazione di eventi in paese e non solo, non può aprire il suo Gold Events. La notizia fa, in poco tempo, il giro del paese. Fino a sera. Scocca la mezzanotte. E, diversamente da Cenerentola, decine di giovani indossano le loro sneakers e raggiungono il corso di Girifalco. La festa si sposta in strada. E così l’allegria ha la meglio sulla burocrazia. A dimostrazione dell’alto senso di comunità che i giovanni nutrono e coltivano nonostante la loro vita social. 
Alessia Burdino