Minaccia di morte con un coltello la moglie, allontanato da casa

La squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Catanzaro Lido, in soli 5 giorni dalla denuncia, ha chiesto e ottenuto dalla Procura un provvedimento restrittivo a carico di un uomo che già nel 2013 era stato destinatario di un provvedimento di ammonimento da parte del Questore


di Giulia Zampina

Ci sono voluti solo 5 giorni alla squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Catanzaro Lido, guidato dal vicequestore Giacomo Cimarrusti, per avere ragione delle risultanze investigative a seguito delle quali la Procura del capoluogo, in un tempo record (in questi casi fondamentale per evitare situazioni ben più gravi), ha emesso un’ordinanza di misura cautelare a carico di un uomo, a seguito della quale è stato disposto l’allontanamento dalla casa famigliare con prescrizione di non avvicinarsi ameno di 500 metri dalla moglie.

L’uomo già nel 2013 era stato destinatario di un provvedimento . I buoni propositi espressi dallo stesso, dopo aver seguito un periodo di recupero, avevano convinto la moglie a tornare a convivere sotto lo stesso tetto con lui e con i figli minori. Ma l’indole violenta del marito era tornata ben presto a galla. La donna, secondo il racconto che lei stessa ha affidato agli uomini del Commissariato di Catanzaro Lido che hanno raccolto la sua denuncia facendola sentire al sicuro ed in un ambiente protetto, era stata sottoposta ad anni di vessazione concretizzatisi in aggressioni fisiche e verbali, nella costrizione di rapporti sessuali non consenzienti, pedinamenti e atteggiamenti che in qualche modo avevano messo a repentaglio la sicurezza sua e dei ragazzi. Fino allo scorso 23 gennaio, quando l’uomo si è presentato per l’ennesima volta sul posto di lavoro della moglie, dove, dopo le solite parole di minaccia, è spuntato fuori un coltello e, in presenza di testimoni, si sono udite minacce di morte.

A questo punto la donna ha trovato la forza di denunciare ancora una volta e, dopo gli accertamenti rapidi dei fatti da parte dei poliziotti del Commissariato, è stata affidata, insieme alla figlia più piccola, alle cure di una struttura protetta.

L’ennesimo episodio di violenza famigliare riaccende i riflettori su due questioni importanti, la necessità di denunciare immediatamente fatti che, se pure all’apparenza possano sembrare banali dinamiche di coppia in realtà nascondono processi degenerativi delle situazioni ben più gravi, la seconda la velocità dell’azione investigativa e sanzionatoria, da parte delle forze dell’ordine e della magistratura, che come in questo caso, hanno accertato le circostanze e dato seguito alle misure cautelari connesse in tempi rapidissimi. Resta poi un altro aspetto da non trascurare, che è quello sociale. La rete familiare, amicale o di conoscenze che deve fungere da stanza di compensazione per le donne che si trovano in certe situazioni e che capita che, in uno step, magari precedente alla denuncia stessa, si confidino con qualcuno o manifestino la necessità di un aiuto. E’ in questi casi che diventa altrettanto fondamentale, quanto la denuncia dell’interessata, non girarsi mai dall’altra parte.

L’attività attuata dalla Questura di Catanzaro diretta da Amalia Di Ruocco, per tali tipi di reati, costituisce un’opera di sensibilizzazione sempre maggiore nei confronti delle violenze di genere per le quali si registra un rapporto di fiducia con le vittime, in maniera particolare nei confronti del personale preposto e qualificato degli uffici preposti, che privilegiano in questi casi il dialogo e l’empatia, qualità necessarie per l’accertamento dei fatti.

Si ricorda inoltre che le donne vittime di violenza hanno a disposizione, a cura della Questura di Catanzaro, la casella di posta elettronica dedicata spazioascolto.cz@poliziadistato.it