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Battisti, destini incrociati della vittima e di chi lo ha arrestato

Giuseppe Codipoti è il poliziotto accanto all'ex brigatista latitante. Il vicequestore è originario, per parte di nonno, di Sant'Andrea Apostolo, lo stesso paese di Andrea Campagna, giovane agente della Digos, vittima del terrorista


di Giulia Zampina

La foto che lo ritrae ha fatto il giro del mondo. L’arresto di Cesare Battisti,  ex terrorista latitante da decenni era una delle operazioni che l’Italia aspettava da tempo, non tanto per la pericolosità del soggetto, di fatto oramai assolutamente inesistente, quanto perché Cesare Battisti potesse scontare la pena per quei delitti commessi negli anni di piombo in cui in Italia si combatteva una guerra ideologica ma a suon di armi da fuoco. Sotto i colpi insensati e omicidi di Cesare Battisti cadde un giovane agente della Digos in servizio a Milano, Andrea Campagna,  originario di Sant’Andrea Apostolo sullo Jonio e a cui oggi è intitolata la suola Allievi di Polizia di Vibo Valentia. E a volte il destino incrocia le vite degli uomini anche  a prescindere dalla loro stessa volontà. E così  accade che 40 anni dopo quei fatti tragici e nel giorno in cui Cesare Battisti, dopo una lunga latitanza arriva davanti alla giustizia italiana per scontare le sue colpe, ad accompagnarlo  davanti alle sue responsabilità sia un uomo, un Poliziotto, un servitore dello Stato come lo era Andrea Campagna, nelle cui vene scorre sangue calabrese e le cui origini sono le stesse del povero agente della Digos ucciso. Si tratta del  vicequestore Giuseppe Codispoti, 89°corso Polizia di Stato,  che è  l’uomo ritratto con Cesare Battiti al suo arrivo a Roma, e suo nonno era proprio di SAnt’Andrea.

Un legame che Giuseppe Codispoti non ha mai spezzato “Per anni sono stato in vacanza in quelle zone e come capita a chi cresce lontano dalla famiglia di origine, quelli diventano poi i luoghi del cuore, quelli di cui ti porti dentro gli odori, i colori le voci”.

Non ho conosciuto di persona il povero Campagna – continua Codipoti – sentì parlare della sua storia quando venivo giù. Poi quando mi fu affidato il caso Battisti, iniziai a studiare e mi resi conto di questa coincidenza. Dal punto di vista professionale non ha avuto un grande impatto. L’obiettivo, perseguito con tenacia e determinazione da tutta la Squadra, era quello di assicurare Battisti alla giustizia italiana. Però dal punto di vista personale ha avuto un piccolo peso emotivo”

Ho sentito la famiglia di Campagna – racconta ancora il Vicequestore – è stata una telefonata molto intima e confidenziale che si è chiusa con la promessa di incontrarsi ma lontano da effetti mediatici e riflettori”. Chissà magari proprio in quel piccolo paese della costa Jonica Calabrese, perché il destino, a volte incrocia le vite degli uomini spingendosi laddove arriva ciò che neanche si può immaginare rimettendo in qualche modo a posto i pezzi della storia degli uomini.