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Microcriminalità e quella mancata disarticolazione sociale

Un fine settimana che ha fatto registrare molti episodi di cronaca. E i vigili del fuoco restano bloccati nel caos del traffico durante un intervento


di Giulia Zampina

Un fine settimana che ha fatto registrare diversi episodi di cronaca, quello appena trascorso. Dalla rapina ad una donna anziana di venerdì pomeriggio, fino ai due furti in appartamenti della notte scorsa, passando per il secondo tentato furto in una farmacia e diverse auto bruciate e danneggiate. Tutto concentrato nella zona sud della città. L’impegno delle forze dell’ordine, Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco è stato massimo, nell’intervento immediato sui luoghi dei reati e nell’assicurare alla giustizia il responsabile della rapina alla donna. Ma la preoccupazione dei cittadini non si placa. Purtroppo la microcriminalità, se ancora ha senso chiamarla così, avvelena la quotidianità della gente che la percepisce come un pericolo vero e presente.

E l’origine della microcriminalità catanzarese ha un’origine ben precisa ed identificata. Un’origine in quella comunità in cui da tempo, in mancanza degli storici capi assicurati alla giustizia o deceduti,  sono saltati gli schemi, in cui agiscono ‘cani sciolti’ sempre più giovani, sempre meno gestibili .

L’attività di repressione e controllo del territorio è assicurata dalle forze dell’ordine, ma è evidente che è il resto che manca. Un’opera di prevenzione è quella che manca, una vera disarticolazione sociale di una comunità che si è contaminata nel male, avvelenando intere zone della città. Purtroppo c’è da registrare anche il mancato governo di alcune situazioni, come gli ingorghi che spesso, nel quartiere marinaro, impediscono alle stesse forze dell’ordine di intervenire tempestivamente. Come è accaduto nella notte tra venerdì e sabato quando i vigili del fuoco sono rimasti letteralmente incastrati nel traffico della movida del quartiere marinaro mentre stavano intervenendo sul primo dei roghi auto.