Quantcast

Dopo il furto gli revocano la licenza, vince davanti al Tar

I giudici amministrativi hanno accolto le istanze difensive del legale Giacomo Carbone, ritenendo sproporzionata la sanzione rispetto alla violazione

Più informazioni su


Di Giulia Zampina

Dopo il furto di armi subìto nella notte tra il 18 ed il 19 marzo gli era stata revocata la licenza per la vendita di munizioni, con la motivazione che, durante il sopralluogo, il personale delle forze dell’ordine aveva rinvenuto delle munizioni non regolarmente denunciate. Un quantitativo superiore a quello ammesso. L’azienda aveva fatto ricorso al Tar contro il provvedimento. E oggi i giudici amministrativi, accogliendo le istanze difensive del legale Giacomo Carbone. Secondo i giudici l’amministrazione non avrebbe tenuto conto della complessità della e avrebbe ignorato il fatto che nei giorni immediatamente precedenti ai controlli la società ricorrente aveva concentrato le attività esistenti in due punti vendita distinti in un unico punto vendita, senza aver ancora avuto la possibilità di riordinare il materiale.

Infine, la sanzione della revoca, a ridosso della stagione e senza che fosse stata preventivamente trasmessa diffida a cessare dalla violazione, sarebbe sproporzionata rispetto alle violazioni riscontrate.

La complessità della materia e l’avvenuta concentrazione di due punti vendita in un solo esercizio commerciale non sono, a tutta evidenza, delle esimenti.

La parte ricorrente, infatti, è un operatore del settore, il quale deve per ciò solo possedere una professionalità tale da consentirgli di rispettare i limiti posti dal legislatore anche in ipotesi di eventi straordinari, quali il riordino dei punti vendita.

La circostanza che nei locali della ditta – vi fosse materiale in quantità superiore al consentito e che non siano state rispettate le norme sulla conservazione di tale materiale giustifica, a tutela della sicurezza pubblica, un intervento repressivo da parte della Prefettura di Catanzaro. Il ricorso risulta però fondato, nei termini che seguono, laddove lamenta la contraddittorietà e la violazione del principio di proporzionalità.

Più informazioni su